La partita a scacchi che Genova deve vincere

La sfida delle parole continua. Una sfida che le istituzioni liguri portano avanti volentieri, perché è di quelle facili da tentare. La proposta di Genova per la sede dell’agenzia per l’energia nucleare ha poche controindicazioni. Intanto perché da un lato non prevede la creazioni di centrali nucleari e neppure di impianti di notevoli dimensioni. Nulla che faccia nascere qualche comitato spontaneo che da queste parti non aspetta altro che spuntare. Eppoi sostenere la scelta di Genova come sede dell’agenzia è una di quelle posizioni politicamente corrette.
Il problema semmai è passare dalle parole ai fatti. E in questo senso Genova, con tutto il suo know how, anzi, nonostante tutto il suo know how di esperienze, aziende, professionisti, rischia ancora una volta di restare al palo. Già il «Forum nucleare italiano» è finito a Roma e, sotto la guida di Chicco Testa, ha già iniziato a lavorare per guidare gli italiani a una delle scelte decisive di un futuro che non può essere troppo lontano. In questi giorni molti avranno visto lo spot che su tutte le televisioni rilancia la necessità del dibattito e del confronto sull’energia nucleare. Quegli italiani che giocano a scacchi contro se stessi sono il miglior esempio di quanto sia importante riflettere sull’argomento. Ognuno deve provare a mettere a confronto le proprie convinzioni sia in senso positivo, sia in senso negativo. Ma ragionarle, studiarle, verificarle. Insomma, la decisione va presa senza fretta e senza cadere in facili pregiudizi.
Genova in questa partita fondamentale per le energie pulite gioca un ruolo comunque fondamentale. Nell’attesa che le istituzioni sappiano finalmente passare dalle comode dichiarazioni ai fatti, i professionisti genovesi stanno già facendo la loro parte. Ansaldo Energia, leader del settore, è insieme all’Università di Genova, tra i soci onorari e promotori del Forum nucleare italiano. E proprio a Genova, al recente Festival della Scienza, un noto biologo americano, ha spiegato perché ha cambiato la sua posizione a proposito del nucleare. Dapprima preoccupato e contrario allo sviluppo di questo tipo di energia, Steward Brand, uno dei fondatori del movimento ambientalista americano, ha presentato a Genova il suo ultimo libro «Una cura per la terra», nel quale, studiando la necessità di porre un freno alle emissioni climalteranti e di arginare il riscaldamento globale, lo scienziato si dice convertito al nucleare. Se i professionisti del settore mettono spesso Genova in primo piano, è l’ora che la città si faccia avanti per cogliere questa occasione.