«Le partite a porte chiuse? Morte del calcio»

Per il leader della curva sud rossonera Gianfranco Capelli, «se devono aprire San Siro, il minimo è che gli abbonati entrino». Per il leader della curva nord nerazzurra Franco Caravita, si tratta comunque di «un decreto assurdo». Intervistati da Radio Lombardia, i capi ultras ricordano come al Meazza da tempo non ci siano problemi tra tifoserie. «Noi abbiamo attuato un modello - ha ricordato Caravita -. Nessuno di noi cerca di commettere violenze, dialoghiamo con le forze dell’ordine che hanno una squadra di controllo che monitora quotidianamente il nostro ambiente». Per Caravita si tratta di un decreto assurdo. «Gli stadi o sono a norma o non lo sono. Lo sono stati per trent’anni, certo vanno rimodernati, ma ci sono interessi economici dietro a tutto questo». Giancarlo Capelli, detto Barone, accoglie favorevolmente l’ipotesi avanzata dall’ad rossonero Adriano Galliani di far entrare al Meazza solo gli abbonati. «Non penso che riescano a far entrare 20mila persone consentendo l’ingresso a chi arriva prima e non a chi arriva dopo. È un problema delicato che gli addetti ai lavori devono valutare attentamente». Sull'ipotesi di un San Siro a porte chiuse, Capelli non ha dubbi: «Sarebbe la morte del calcio».