Partito delle libertà, lo statuto sarà pronto entro l’autunno

Al lavoro i 30 saggi delle fondazioni di Fini, Adornato e Stefania Craxi

da Roma

Quale può essere la risposta migliore alla nascita del Partito democratico se non il lavorare tutti insieme per una aggregazione anche nel centrodestra? A porre (nuovamente) la questione è il leader di An, Gianfranco Fini, convinto più che mai della necessità di rilanciare il processo, interrotto da oltre un anno, di raggruppare i partiti della Cdl sotto un partito unico. Alla base nel ragionamento del leader di An l’esigenza che ha la Cdl di «rinnovarsi».
Ore 15: mancano poche ore al discorso di Veltroni dal Lingotto di Torino. Intanto, in un palazzo nel cuore di Roma praticamente si dà il via al «cantiere» del Partito delle libertà (come lo aveva battezzato Silvio Berlusconi), con l’apertura ufficiale del «Comitato dei 30». Un vero e proprio gruppo di lavoro, formato da politici (come Angelo Sanza e Maurizio Sacconi), giornalisti, professori e altri, nato dallo sforzo di tre fondazioni: «Fare Futuro» dello stesso Fini, «Liberal» dell’azzurro Ferdinando Adornato e la «Fondazione Craxi» di Stefania Craxi. Il compito della supersquadra sarà quello di dar vita, entro l’autunno, a uno «statuto» del futuro partito.
Quando nel 2005 fu lanciato, il progetto del Pdl incontrò da subito qualche ostacolo: l’entusiasmo del Cavaliere venne, infatti, stroncato dai veti della Lega e dai vari paletti dell’Udc. Dopodiché, per la campagna elettorale e la sconfitta, il progetto si è arenato quasi naturalmente, spostandosi nella zona «parking» della Cdl. Ma è giunta l’ora di riprendere le fila del discorso, portandosi nell’area «work in progress», lavori in corso. «Nel momento in cui il bipolarismo si rafforza credo che debba essere tentato uno sforzo di aggregazione anche nel centrodestra», ha spiegato Fini aprendo il lavoro del Comitato, tracciando le caratteristiche del «partito del XXI secolo» che dovrà essere «innovativo, aperto, leggero nella struttura, ma pesante nei contenuti politici».
Dal cantiere del Partito del centrodestra rimangono ancora esclusi l’Udc (ma non è una novità visto che da tempo ha sentenziato la «morte» della Cdl) e la Lega, che, semplicemente ritiene «non interessante» il progetto. «Lavoriamo anche per rinsaldare le vecchie alleanze», ha assicurato Stefania Craxi. Chissà che non ci riescano. Anche perché ora c’è un elemento in più con cui fare i conti, Veltroni in campo. Per la riuscita del progetto, ha rimarcato Adornato, bisogna «liberarsi del falso problema della leadership». E già, il falso e antico (ma molto attuale) problema di chi sarà il futuro leader del centrodestra. Che sia questo il motivo per cui Berlusconi, da tempo, non parla più del partito unico? Adornato ha assicurato: «Il Cavaliere non ha cambiato idea». Il dubbio, però, rimane.