Il partito delle tasse: la Marcegaglia vuole tassarci il bancomat

La presidente degli industriali fonda il partito delle tasse: vuole una patrimoniale allo 0,15% e stangare i prelievi bancari sopra i 500 euro

Partito di Confindustria uguale a partito delle tasse? È la domanda che ci si pone scorrendo i punti del «Manife­sto delle imprese per salvare l’Italia » re­datto da Emma Marcegaglia. Ormai in chiusura di mandato, la leader di Viale dell’Astronomia ha deciso in questi giorni di sostituirsi al premier e al mini­stro dell’Economia, dettando le sue re­gole, ultimatum al governo incluso. È la «manovra»di Confindustria.Gli effetti? Prendiamo la proposta di un’imposta patrimoniale annuale dell’1,5 per mil­le. Avrebbe un impatto non indifferen­te. Una patrimoniale, infatti, ha sempre una logica depressiva e recessiva in quanto viene tassato il bene e non il red­dito che ne deriva. In pratica, si va a inci­dere anche su quella ricchezza che non produce reddito, con il rischio di impo­verire il contribuente. Ecco perché tutti i sistemi tributari si basano sui redditi e non sui patrimoni.

L’altro punto del «Manifesto» confin­dustriale che fa discutere riguarda l’uso del contante solo fino a 500 euro. Una so­luzione di questo tipo non risolverebbe alla radice il problema dell’evasione fi­scale. Un pagamento in nero, infatti, po­trebbe sempre avvenire, molto banal­mente, con versamenti in più riprese e, quindi,non in un’unica soluzione.Me­glio puntare con forza sui controlli ai magazzini, sullericevuterealmentebat­tute con i registratori di cassa. «L’evasio­ne vera - spiega un fiscalista - avviene nei porti dove transitano migliaia di container e nelle tante operazioni dove i flussi non sono soggetti a controllo». «E poi - si chiede il ministro Ignazio La Russa rispondendo a Marcegaglia dalle pagine de La Stampa - non si capisce per chi parla Confindustria, le grandi imprese o le piccole, che spesso non hanno interessi coincidenti? Io distin­guo le piccole imprese, che stanno pa­gando un prezzo alto e tutti insieme dobbiamo capire come aiutarle». «Esa­mineremo con attenzione le proposte di Confindustria, purché esse siano col­locate su una posizione equilibrata e non su una linea di attacco al governo che ci sembra molto sopra le righe», il commento del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Sullo svi­luppo, intanto, Palazzo Chigi stringe: mercoledì è previsto un nuovo round al Tesoro tra il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e i rappresentanti di banche e imprese per un confronto sul primo pacchetto di misure che potreb­be arrivare a breve. Un primo passaggio del decreto per lo sviluppo è poi previ­sto in settimana, come ha annunciato il premier Silvio Berlusconi.

I temi sul tappeto sono noti. Ma su al­cuni, tipo un nuovo intervento sulle pensioni (in particolare su quelle d’an­zianità e delle donne del settore priva­to) o una patrimoniale (l’1,5 per mille propone Confindustria)non c’è ancora condivisione.«In settimana-così Berlu­sconi - esamineremo in Consiglio dei ministri provvedimenti strutturali sulle dismissioni del patrimonio pubblico, le liberalizzazioni, le leggi obiettivo, le opere pubbliche e i grandi corridoi eu­ropei ».

Interventi che nelle intenzioni del governo avrebbero impatto zero sui conti pubblici e potrebbero spingere sulla crescita. Il partito di Confindu­stria sta alla finestra. E La Russa: «In Unione sovietica comandò la dittatura del proletariato, e per me è stata una iat­tura. Ma non mi piacerebbe nemmeno la dittatura del grande capitale».