Partito il fuoco amico: i finiani si accorgono che il Pgt non va bene

Bordate alla Moratti sul sito di Generazione Italia. Ma Landi minimizza: "Non condividiamo"

Bordate sull’urbanistica. È partito il fuoco amico dei finiani sulla Moratti. Che sia un colpo partito "per sbaglio" o piuttosto l’avvio di un tiro al bersaglio destinato a fiaccare il sindaco da qui alle Comunali non è ancora chiaro. Lo si vedrà nei prossimi giorni. Anche perché poco chiara, per loro stessa ammissione, è la stessa situazione organizzativa dei circoli finiani sul territorio. Fatto sta che si stanno moltiplicando gli attacchi, le frecciate, i distinguo, le prese di distanze. Ovvero tutta quella gamma di iniziative e dichiarazioni che marcano un percorso in allontanamento e che possono portare a una competizione da avversari già alle prossime elezioni comunali, in cui il sindaco Letizia Moratti è decisa a difendere il suo lavoro di 5 anni da primo cittadino.
L’ultimo caso riguarda l’urbanistica, terreno minato per Palazzo Marino, con il Piano di governo del territorio che è stato al centro di un percorso amministrativo e politico a dir poco tormentato, fino a un’approvazione che non è che il primo passo verso l’efficacia definitiva dello strumento. È un circolo milanese di Generazione Italia che spara a zero, sul Pgt, sull’urbanistica e sull’intera gestione amministrativa cittadina. Lo fa con un intervento pubblicato nella sezione politica "Comunicazioni del circolo" (e non nel forum), del sito internet ufficiale della sezione milanese.
Il titolo è "La Milano del cemento che non vorrei". Si parte assumendo come riferimento Adriano Celentano e la sua bucolica via Gluck. Si parla di "colate di cemento" su una "città già asmatica", di "interessi occulti, ma neanche tanto", poi si allarga il discorso alla linea del sindaco, classificata nell’ambito della "politica spot". La Moratti è letteralmente accusata di "mettere la testa sotto la sabbia", e "minimizzare sistematicamente i problemi che le si pongono davanti". E si cita il tema di Expo, della presenza mafiosa al Nord, lo stesso Pgt e il tema del verde cittadino.
Ma l’attacco arriva poi al cuore del problema: la ricandidatura. Il sindaco ha legittimamente rivendicato il diritto di presentarsi alle elezioni per chiedere ai milanesi di confermarle la fiducia? Il tutto viene giudicato come "un’altra uscita pasticciona" del primo cittadino, la cui ricandidatura è bocciata in modo perfino irridente.
É la posizione dei finiani? L’organizzazione di "Generazione Italia", ancora piuttosto spontanea, minimizza: il responsabile organizzativo del movimento finiano assicura che si tratta solo della "opinione di uno degli iscritti", per poi verificare che "non è neanche un iscritto", solo un simpatizzante. Anche l’assessore finiano Giampaolo Landi di Chiavenna precisa: "Sono valutazioni circoscritte a chi ha firmato e pubblicato. Noi non le avalliamo". Il vicecoordinatore milanese di "Generazione Italia" Fabio Papa getta acqua sul fuoco: "Siamo fedeli e leali con la Moratti, abbiamo fatto campagna elettorale per le Provinciali e per le Regionali, non c’è alcuna scissione. Quella posizione non ci rappresenta. Noi siamo nel Pdl e non c’è alcuna scissione".
Ma se il responsabile del circolo ufficiale - peraltro ritratto in una bella intervista del "Fatto quotidiano" - ha scelto quell’intervento come "editoriale", si conferma che gli umori estremisti e giustizialisti nell’organizzazione finiana stanno prendendo sempre più forza.