Il partito paga il conto di Cherie Blair il parrucchiere è costato 11mila euro

Laburisti furiosi di fronte alla fattura del coiffeur personale della first lady: 7.700 sterline in 28 giorni di campagna elettorale

Erica Orsini

da Londra

Ma quanto costa il parrucchiere della signora Blair? Una follia e non è un dettaglio di poco conto dato che lo paga il Partito laburista. Almeno, l'ha pagato per tutto il mese dell'ultima campagna elettorale conclusasi poi per Tony Blair con la conquista del terzo mandato consecutivo a guidare il governo. Forse è stata l'euforia del momento ad aver dato alla brillante ed agguerrita consorte del primo ministro l'idea di poter inserire nella lista delle spese elettorali anche la salatissima parcella del suo parrucchiere personale, André Suard.
Il coiffeur, che ha un salone nell’elegante quartiere di Chelsea, si occupa da ben dieci anni delle acconciature della signora Blair e di certo non le fa sconti solo per il cognome che porta. Ieri il Times raccontava che, nel mese precedente l'ultima vittoria elettorale laborista, per far sentire Cherie sempre con la testa «a posto» mister Suard non ha esitato a farsi pagare 275 (398 euro) sterline al giorno. Messe in piega, tinte e ritocchini vari sono costati al Labour 7.700 (11.157 euro) sterline, più o meno il doppio delle spese sostenute per la campagna elettorale nel distretto di Liverpool Walton.
Sembra che quando i parlamentari laburisti sono venuti a conoscenza del fatto, si sia scatenato un putiferio all'interno del partito. Del resto non è difficile crederlo dato che il Labour non si è ancora ripreso dallo scandalo dei «prestiti segreti» scoppiato soltanto qualche settimana fa e a fatica riesce a tener fuori dai suoi uffici gli uomini della polizia metropolitana, che sulla vicenda hanno aperto un'indagine. «Ma come?», si saranno chiesti i deputati, «il Labour è costretto a mettere in vendita lo storico quartier generale di Old Queen Street a Westminster per pagare i debiti e la moglie del primo ministro (la quale con il suo lavoro di avvocato guadagna dieci volte più di lui, ndr) si fa pagare il parrucchiere dal partito?».
Il deputato laburista Peter Kilfoyle, infuriato, ha dichiarato ieri al Times: «Questo è un vero problema, abbiamo già dovuto accettare una First Lady che non è prevista nella nostra Costituzione. Quelle 7.000 sterline (10.142 euro) avrebbero potuto essere spese in altri modi. La campagna elettorale nel nostro collegio è costata la metà del conto della signora Blair». «E allora? La moglie del premier - ha replicato sdegnosamente un portavoce del Labour - ha lavorato moltissimo durante quel periodo, ha visitato più di cinquanta collegi e alla fine abbiamo vinto le elezioni».
Come dire che, per ottenere un risultato così, bisogna pur mantenere una certa immagine. E l'acconciatura conta eccome. Non c'è donna di potere che non sappia quanto un sapiente taglio di capelli possa migliorare l'aspetto di una signora. E Cherie deve ormai saperlo molto bene, viste le innumerevoli acconciature sfoggiate nel corso di questi anni a Downing Street. I tempi in cui la consorte di Tony era «solo» un avvocato in carriera capace di aprire la porta del numero 10 con indosso una corta vestaglietta sembrano lontani anni luce.
Ora la moglie del premier non fa un passo senza il suo «stylist» personale che l'ha accompagnata anche nelle visite ufficiali da lei fatte al seguito del marito in Australia, Nuova Zelanda e perfino in Indonesia. Se lo portò anche nel 1997 a Denver, un mese dopo la prima vittoria elettorale di Blair, in occasione del G7. La cosa suscitò reazioni immediate all'interno del partito, ma allora a Cherie fu chiaramente spiegato che avrebbe dovuto pagare di tasca propria il biglietto in classe economica per mister Suard e il soggiorno di quattro giorni all'Holiday Inn di Denver. Lei lo fece senza fiatare.
La bellezza si paga, lo sa perfino Camilla, ex «rottweiler» promossa ora a pieni voti dagli esperti di moda. Anche lei spende migliaia di sterline al mese per rifarsi il biondo carré sfilato, ma il principe Carlo per ora sembra felicissimo di pagare tutti i suoi conti della consorte.