Il partito del «sì» censurato dal vicesindaco «dittatore»

(...) Perché dopo le dichiarazioni sulla questione, Pissarello ha pensato di replicare ai consiglieri che, chi era intervenuto, aveva «espresso emozioni personali, non avendo cognizioni tecniche in merito. La giunta, pertanto, proseguirà nella sua direzione». Come dire, «Cari ragazzi, vi siete sfogati. Ma abbiamo già deciso».
Le parole di Pissarello hanno fatto ribollire i consiglieri presenti, a partire dal capogruppo dell’Ulivo Umberto Lo Grasso, primo a prendere parola per censurare l’atteggiamento dell’assessore alla mobilità. «Il vicesindaco deve avere rispetto per il consiglio che riporta il pensiero dei cittadini -denuncia Lo Grasso-. La scelta della giunta è scellerata e non fa altro che peggiorare il traffico». La linea di Lo Grasso è anche quella di Aldo Praticò (An) e Raffaella Della Bianca (Fi) che oggi presenteranno una mozione che riporti la giunta a rispettare gli orientamenti del consiglio: «Non si concretizza nulla -denuncia Praticò-. Pissarello deve avere rispetto per i rappresentati dei cittadini e quando viene in consiglio potrebbe evitare di continuare a parlare maleducatamente al cellulare e stare a sentire i nostri pareri». Della Bianca allarga il discorso e approfitta dell’autogol del maldestro difensore della porta del sindaco per richiamare l’attenzione sul piano della mobilità, presentato pochi mesi dopo l’inizio della «nuova stagione» e mai attuato: «Tram in Valbisagno, metropolitana leggera, bike sharing sono alcuni dei temi previsti che questa amministrazione ha lasciato nel cassetto», attacca il capogruppo azzurro che tornando sulla questione corsie gialle rincara la dose, «non vado in moto ma capisco l’esigenza di dover aprire alle due ruote le corsie: è una misura di sopravvivenza».
Fucilate da destra, ma quello che più colpisce sono le bordate che arrivano da sinistra e che hanno visto scatenati in aula i consiglieri Nicolò Scialfa (Idv)e Giovanni Vassallo (Pd). «Caro assessore non si deve permettere di usare certi toni perché lei non è stato eletto ma nominato, mentre qui dentro ci sono persone legittimate ad esprimere il proprio pensiero dalla gente» ha incalzato Scialfa, mentre Vassallo ha rincarato: «A titolo personale le ricordo che parlo a nome di 1.500 genovesi che mi hanno voluto a rappresentarli in quest’aula e siamo qui non ad esprimere nostre emozioni, come lei ha voluto farci credere, ma a portare pareri che sono una sintesi di quello che è il pensiero della città. Siamo più legittimati a parlare noi tutti consiglieri che rappresentiamo realmente la voce della gente, di lei che è un membro della giunta nominato e non eletto». Come se non bastasse chiude Lo Grasso che, a margine della seduta trae conseguenze politiche: «questa giunta non affronta i problemi ma ci gira in torno. Con certi atteggiamenti stiamo valutando l’ipotesi di lasciare la maggioranza». Un altro pezzo della nuova stagione che se ne va.