«Partito unico in sei mesi, così ci prendiamo Tursi»

(...) Intanto però il centrosinistra è già partito.
Noi avremo meno difficoltà, perché le nostre divergenze non sono inconciliabili come le loro».
La Lega Nord ha già detto picche.
«Vorrà dire che la Casa delle Libertà sarà formata dalla Lega e dal partito unico»
L’Udc poi sogna la grande coalizione.
«Il capogruppo in Regione Liguria Fabio Broglia ha assunto una posizione che non so quanto possa essere gradita agli elettori del centrodestra, ma se a livello nazionale dovesse cadere lo scricchiolante governo Prodi la sola via percorribile sarebbe tornare alle urne: domandare agli elettori se rivogliono una maggioranza spaccata su tutto, se hanno apprezzato il decreto Bersani, o se preferiscono restituire fiducia a un centrodestra che ha garantito cinque anni di stabilità al Paese».
Quindi lei è fiducioso.
«Io credo che a settembre ci sarà un incontro fra i vertici che decideranno di consultare le periferie. Poi si potrà arrivare a un congresso unitario e a un grande documento comune, e non è impossibile farlo entro sei mesi»
Questo processo unitario in Liguria dovrebbe comprendere anche la lista Biasotti?
«certamente, e tutti i partiti minori e i movimenti e le realtà territoriali che gravitano intorno alla nostra coalizione».
Tutti alla conquista di Comune e Provincia. Però mancano candidati e programmi.
«Sul programma ci sono le proposte di Forza Italia, di An, di Biasotti. Adesso dobbiamo riuscire a declinare la completezza con la sintesi, presentando agli elettori le nostre priorità e la nostra linea, ma senza compilare le 360 pagine di impegni di Prodi, per intenderci».
Il centrosinistra è duro da sconfiggere a Genova.
«È anche vero però che in dieci anni la giunta Pericu avrebbe potuto fare qualcosa, invece restano aperti tutti i problemi, dalla sicurezza a un piano sociale che non sostenga solo gli amici degli amici, da un progetto industriale e occupazionale che manca a una gestine del trasporto pubblico locale che non si limiti a spostare il deficit da una società all’altra».
E a chi affiderete l’arduo compito di vincere?
«Ci stiamo lavorando. le segreterie cittadine e regionali si sono già incontrate più volte e adesso siamo in attesa di un paio di risposte. Fino a quando i ni non si trasformano in sì però non possiamo nominarli».
Tracciamo almeno l’identikit dei due innominabili.
«In Comune serve un candidato con il carisma di Biasotti, in Provincia cerchiamo una donna, magari una quarantenne, ma di sostanza».
Qualcuno rivendica qualcosa?
«No, i partiti hanno deciso di scegliere i candidati nella società civile. Certo si tratta di chiedere alle persone di cambiare completamente vita, e di sottoporsi a un battage pubblicitario che li aiuti a farsi conoscere e apprezzare».