«Partito unitario e accordo con Mussolini e Lombardo»

«L’Udc tira troppo la corda, comincio a dubitare della loro lealtà. Scuotono l’albero ma i frutti li prende l’Unione»

Francesco Kamel

da Roma

Adolfo Urso, viceministro al Commercio con l'estero ed esponente di Alleanza nazionale, ieri Silvio Berlusconi ha incontrato in Sardegna Alessandra Mussolini con l'obiettivo di trovare un accordo per le elezioni politiche. Lei è favorevole?
«Credo che sia saggio e forse necessario, sicuramente utile, che la Casa delle libertà accolga tutti coloro che ne accettano i valori e i programmi. È ovvio che nel caso di Alternativa sociale si tratterebbe di un'alleanza elettorale comunque importante».
Lei in An è uno dei più appassionati sostenitori del partito unitario del centrodestra.
«In questo modo si completerebbe un percorso iniziato nel '94, quando in pochi giorni nacquero Forza Italia, Alleanza nazionale e il Ccd, ora Udc. Ciò consentirebbe di realizzare la piena democrazia dell'alternanza che, in tutta Europa, si regge su una forza di centrodestra alternativa alla sinistra. Il partito unitario sarebbe l'asse centrale del centrodestra e della democrazia italiana e costringerebbe la sinistra a fare altrettanto».
Chi dovrebbe esserci?
«Vi dovrebbero far parte le tre forze storiche del centrodestra: Forza Italia, An e Udc. Con la Lega si dovrebbe fare un'alleanza strategica e politica mentre con i socialisti di Gianni De Michelis, con Alternativa sociale e un domani con altri soggetti si dovrebbero fare accordi elettorali».
Cosa pensa della posizione assunta dall'Udc sui problemi della Cdl?
«Mi sembra che l'Udc stia scuotendo l'albero senza raccogliere frutti. Anzi i frutti li raccolgono quelli del centrosinistra. Mi costringo a pensare alla loro buona fede, anche perché negli ultimi dieci anni siamo sempre stati insieme, nella buona e nella cattiva sorte. Ma ora anch'io comincio ad avere qualche dubbio. Continuando a tirare troppo la corda rischiano di strappare la fune. Inoltre mi sembra che chi dice di essere moderato debba comportarsi come tale. I moderati non sono per il “tutto e subito” ma per il “possibile”. Il “tutto e subito” è tipico della sinistra e ha portato solo sventure».
Anche gli accordi con la Dc di Gianfranco Rotondi e il movimento autonomista di Raffaele Lombardo appaiono vitali per la Cdl. Si dice che possano essere usati «contro» l'Udc che a sua volta potrebbe mettere veti.
«Le forze autonomistiche, tanto più se d'ispirazione cattolica, hanno legittima cittadinanza nel centrodestra. Sono soci aggiunti utili e non certo escludenti. L'Udc è un socio fondatore della Cdl, senza di loro si smonterebbe la coalizione».
Gianfranco Fini rinsalda l'asse con Berlusconi e punta a mediare con l'Udc per riportare il sereno nella Cdl. Ma in An qualcuno sembra dare sponde ai centristi.
«La posizione politica di An è espressa da Fini, altri accenti e altre sensibilità possono essere solo complementari e aggiuntivi».
Che fare per superare questo stallo nella Cdl?
«Allo stato attuale mi appello alla ragionevolezza dei moderati per ricompattare l'alleanza. In questo senso, sarebbe utile convocare gli stati generali della Cdl e che si esprimano sul candidato premier per le prossime elezioni. Io penso che allo stato attuale non possa essere che Silvio Berlusconi».