Partitura «a tre voci» al teatro Studiouno

Una scrittura al femminile declinata secondo emozioni e passioni amorose che mescolano mitologia e umanità, toni grotteschi e note malinconiche. È quanto promette «Trittai», testo della giovane autrice/attrice Ilaria Tucci (vincitrice, nel 2003, del Premio Osservatorio Bari destinato alla nuova drammaturgia) in scena al Teatro Studiouno (in zona Torpignattara) fino a domenica. Con decisa originalità d’impianto, la Tucci (anche interprete insieme con Camilla Ribechi e Francesca Tomassoni) immagina una partitura a tre voci dove le Ore (regolatrici dell’ordine), le Graie (divinità profetiche custodi delle Gorgoni) e le Moire (tessitrici del destino umano) si raccontano - e raccontano Eros - tra accenti simbolici e slittamenti moderni, non senza una buona dose di dimessa ironia che le rende figure a noi vicine: nostre dubbiose contemporanee. Antonella Caucci firma la regia, semplice e lineare, di questo lavoro tutto all’insegna dei nomi emergenti e del giovane talento di casa nostra.