Partner cercasi a Shanghai per il supersalone "Ucina"

La missione di Confindustria nautica. Una vetrina mondiale sul modello di Genova potrebbe dare
un grande impulso ai cantieri italiani sul mercato orientale

Un partner cinese per organizzare insieme un importante salone nautico a Shanghai, che faccia da trampolino e supporto alle aziende italiane in questo mercato. Lo ha annunciato il presidente di Ucina-Confindustria Nautica, Anton Francesco Albertoni, in occasione di un forum svoltosi nei giorni scorsi a Shanghai. Della delegazione italiana ha fatto parte anche Marina Stella, direttore generale di Ucina. Obiettivo dell’evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Commercio Estero: illustrare l’impatto che il turismo nautico genera in termini di economia, lavoro e sviluppo sociale del territorio e presentare il 50° Salone Nautico Internazionale di Genova. L’analisi sì è soffermata in particolare sugli strumenti di riqualificazione del territorio e il waterfront, con diverse riflessioni sull’impatto che le infrastrutture e il turismo nautico sono in grado di generare non solo in termini di ricchezza e lavoro, ma anche di supporto all’economia e allo sviluppo sociale di un Paese, ma anche alla crescita della cultura del tempo libero. I lavori sono stati aperti dal [TESTO]commissario generale del governo italiano per Expo Shanghai 2010, [/TESTO]Beniamino Quintieri. Poi è stata la volta del presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni, il quale ha osservato come in Italia la riscoperta urbanistica dei waterfront, gli investimenti in infrastrutture e la conseguente riconquista dei porti da parte delle città, abbiano giocato un ruolo chiave per la crescita economica e sociale del territorio (qui sotto diamo una sintesi del suo intervento). Davanti a una platea di imprenditori, architetti, l’associazione di categoria cinese ed enti promotori dei saloni nautici locali, sì è discusso dell’obiettivo ambizioso di far crescere la nautica in Cina, fatto tuttavia che presuppone un importante cambiamento sociale e culturale, ma, ha aggiunto Albertoni, «conosciamo la velocità con cui questo Paese ha saputo affrontare le sfide del Terzo Millennio». Quindi è toccato a Stefano Pagani Isnardi, responsabile dell’ufficio Studi Ucina, presentare i numeri della nautica italiana: 35mila addetti diretti, 120mila gli occupati nell’indotto generato (turismo nautico), per un settore che nel 2008 ha sviluppato 6,2 miliardi di euro di fatturato globale che, con l’indotto turistico, arriva a 7 miliardi di euro, facendo sì che la nautica risulti il secondo settore del cluster marittimo. Dai dati dell’Osservatorio Nautico Nazionale emerge inoltre come la spesa media annua per servizi portuali (compresi costi di ormeggio, carburante, manutenzione, accessori e provviste) sia di oltre 73mila euro per le navi da diporto (oltre i 24 metri), di circa 28mila euro per le imbarcazioni tra i 17 e i 24 metri, di 14mila per quelle tra i 10 e 17 metri e di oltre 5mila euro per i natanti (inferiori ai 10 metri). Dopo l'intervento del vicesegretario generale dell’Associazione di categoria cinese, Yang Xinfa, l’architetto Saverio Isola ha proposto alcuni esempi di best practices nella riqualificazione dei waterfront cittadini che hanno dato vita a un indotto economico-sociale significativo a partire da un intervento di tipo urbanistico-architettonico-nautico. Molto apprezzato l’intervento di Marina Stella, direttore generale di Ucina. Con la dialettica che le è più consona, ha offerto un sintetico ma efficace spaccato del Salone Nautico Internazionale di Genova, la più grande manifestazione mondiale del settore. «Un prodotto fieristico unico - ha detto tra l’altro Marina Stella - che ha accompagnato negli anni l’evoluzione dell’industria nautica e che ha saputo orientare l’evoluzione delle abitudini e della cultura diportistica degli italiani». Poi ha messo mano ai numeri dell’ultima edizione: 1.500 espositori, 315mila visitatori, 300mila metri quadrati di aree espositive, 2.400 imbarcazioni in bella mostra. «Questi importanti tassi di crescita nell’ultimo quinquennio - ha concluso Marina Stella - sono il frutto di scelte strategiche di riqualificazione e infrastrutturazione del quartiere fieristico, attuate su impulso del settore nautico e di Ucina da sempre impegnata a dare una voce unitaria al settore, come la realizzazione del Padiglione Blu e la nuova Darsena del quartiere fieristico». Ha chiuso i lavori il console generale Massimo Roscigno.