«Party day», fallisce l’ultimo tentativo di salvare l’Evangelico

Erano in quaranta tra mamme e partorienti a difendere l’ospedale Evangelico che nei piani della Regione dovrà essere trasferito all’Ospedale San Carlo di Voltri. Hanno manifestato la loro contrarietà insieme ad un gruppo di medici dei reparti di ostetricia e ginecologia che hanno spiegato di non aver gradito come la proprietà dell’Evangelico abbia dato parere favorevole al trasferimento della struttura dall’altra parte della città «nonostante i dati dimostrino come l’utenza dell’ospedale sia residente nei quartieri limitrofi all’attuale sede» ricordano i medici snocciolando i dati del 2009 che dimostrano come il 60% delle partorienti sia arrivato dal centro e dal levante, il 14% da Sampierdarena e dalla Valpolcevera, il 17% da fuori comune e solo il 9% dal ponente.
Ma c’è un altro problema che viene sollevato dalle partorienti: in che tempi i reparti dell’Evangelico verranno trasferiti? Così in consiglio regionale ieri mattina si sono presentate con cartelli con scritto «Restare o partire? Dove partorire?» simboleggiando la difficoltà per le donne in gravidanza di comprendere dove completeranno il loro periodo pre parto. La tesi della Regione - si lamentano medici e donne - è che bisogna tagliare le spese e razionalizzare i servizi ma non ha senso eliminare un punto di eccellenza che funziona bene e di cui tutti gli utenti sono soddisfatti a scapito di un altro ospedale che non raggiunge gli stessi risultati».
A rincarare la dose contro il piano della Regione è stato Furio Truzzi che con Assoutenti è stato tra i promotori del «Party Day» in consiglio regionale: «Già ora negli ospedali del centro cittadino si registrano disagi nei reparti di ginecologia e ostetricia. Alla Regione chiediamo un osservatorio privilegiato per conto delle mamme affinché sia chi sceglie Voltri sia chi sceglierà altri ospedali non debba affrontare disagi. Alcune mamme raccontano di essere state rifiutate da alcuni strutture, Assoutenti è pronta a denunciare questa situazione».
Ma a gelare ogni aspettativa su una retromarcia è l’assessore alla Salute Claudio Montaldo che non arretra di un millimetro: «Dobbiamo riorganizzare il sistema per rispettare le norme e per una questione economica che ci obbliga a semplificare la rete ospedaliera, oggi troppo ridondante. Montaldo ha cercato di rassicurare le partorienti rispetto alla qualità e alla professionalità del lavoro che viene e verrà svolto al San Carlo di Voltri: «Non capisco perché debba esserci meno qualità in un altro posto che non sia l’Evangelico. Il fatto che l’equipe medica si sposti da Manin sul San Carlo non fa che aumentare un livello già alto». I capigruppo hanno incontrato le mamme e mentre i gruppi di Pdl, Lega Nord e Lista Biasotti hanno manifestato la loro contrarietà all’operazione voluta da Montaldo la maggioranza si è ricompattata intorno alle scelte dell’assessore nonostante nei giorni scorsi Stefano Quaini, presidente della commissione Sanità e consigliere Idv avesse espresso il suo dissenso all’operazione della giunta regionale.
Lega Nord. Approfittando della giornata incentrata sul tema Sanità, Edoardo Rixi e Francesco Bruzzone hanno spiegato le perplessità della Lega Nord rispetto ad alcune valutazioni sviluppate dalla giunta passando per l’Evangelico ma toccando anche altri temi. Innanzitutto l’ambulatorio di via Bari ad Oregina (che verrà chiuso ma sul quale non esistono ancora soluzioni per la ricollocazione), poi la pianificazione della rete ospedaliera genovese: «Se va avanti questo progetto avremo tre ospedali con pronto soccorso sulle 24 ore nel raggio di sei chilometri, poi il vuoto da Sampierdarena a Savona» accusa Rixi che poi rilancia con una proposta provocatoria ma praticabile: «Per rifare il Galliera occorrono 60 milioni, quelle risorse potrebbero essere utilizzate per realizzare l’ospedale del Ponente (attualmente privo di copertura finanziaria ndr) e affidarlo alla gestione della Curia».