Parziale retromarcia della Cina: ai Giochi vietato solo fare propaganda religiosa

Pechino ha fatto una frettolosa e parziale marcia indietro sul divieto imposto a giornalisti e
membri delle squadre olimpiche di importare materiale che potrebbe essere usato per "attività religiose o politiche"

Pechino - La Cina ha fatto oggi una frettolosa e parziale marcia indietro sul divieto imposto a giornalisti e membri delle squadre olimpiche di importare materiale che potrebbe essere usato per "attività religiose o politiche" (Olimpiadi, vietato il crocifisso). La gaffe, che poco opportunamente cade quando mancano 300 giorni all’ apertura delle Olimpiadi di Pechino, è stata fatta dal comitato organizzatore, il Bocog, nel corso del secondo World Press Briefing, un incontro con i media internazionali per definire le modalità della copertura dei Giochi.

Nella lista degli articoli la cui importazione è "proibita" per giornalisti, atleti e gli altri membri delle delegazioni che verranno a Pechino per le Olimpiadi del 2008, compariva ieri, al punto 7, la voce "opuscoli e materiali usati per qualsiasi attività religiosa o politica o per dimostrazioni". Libri sacri come la Bibbia o il Corano possono essere considerati "opuscoli" o "materiali"? Sarà possibile per i membri religiosi della cosidetta "famiglia olimpica" praticare la loro fede nelle tre settimane dei Giochi? Un’altra raffica di elaborati divieti riguarda le bandiere (la cui importazione non è "vietata", ma "ristretta") e non si potranno portare con sè quelle di "paesi che non partecipano alle Olimpiadi".

Che gli obiettivi delle norme restrittive fossero gli attivisti buddhisti tibetani o filo-tibetani, i musulmani della minoranza etnica degli uighuri e i membri della setta religiosa del Falun Gong, che in Cina sono perseguitati, è apparso evidente ma l’ ambiguità delle norme ha causato forti perplessità tra i giornalisti e gli altri membri della "famiglia olimpica" presenti al briefing. Oggi, la sorpresa: sui banchi dei partecipanti è apparso a metà mattina un foglio con una nuova versione degli articoli "vietati": questa volta, si parla di "materiale promozionale usato per qualsiasi attività religiosa o politica".

Funzionari del Bocog non sono stati in grado di spiegare cosa precisamente si intenda per "materiale promozionale" ma hanno chiarito che manifestazioni "personali" di fede, come portare una croce al collo o, nel caso di una donna musulmana, un fazzoletto sulla testa, non saranno ostacolate. Sarà al contrario vietato "distribuire" materiale.

Inoltre, nel villaggio olimpico ci saranno degli spazi per "esercitare attività religiose in accordo con la legge". Un portavoce del Comitato Olimpico Internazionale, Anthony Edgar, ha ricordato che nella Carta Olimpica si afferma che "in nessun caso le Olimpiadi devono essere usate per la propaganda politica". Nessun problema per i tempi della realizzazione delle strutture, in gran parte nuove, che ospiteranno le Olimpiadi di Pechino a partire dall’ 8 agosto del 2008: saranno tutte pronte entro la fine dell’ anno meno il nuovo stadio olimpico, il futuristico "Nido d’ Uccello" che sarà completato in aprile o maggio.