Pascoli, poeta dell’anarchia

Una studiosa dell'Università di Bologna ha ritrovato un inno anarchico scritto da Giovanni Pascoli in gioventù. La composizione, del 1878, costituita da 28 endecasillabi di appassionato furore anarchico, getta nuova luce sugli anni giovanili dello scrittore. «Soffriamo! Nei giorni che il popolo langue è insulto il sorriso, la gioia è viltà! Sol rida chi ha posto le mani nel sangue, e il fato che accenna non teme o non sa»: così scriveva Pascoli prima della cosiddetta regressione infantile.