Pascuál Fortuño Almela & C.

Si tratta di un gruppo di francescani spagnoli trucidati dai rojos nel 1936. Pascuál Fortuño Almela era un sacerdote di cinquant’anni. Nato a Villarreal, si fece francescano e, dopo gli studi, venne ordinato nel 1913. Quattro anni dopo fu inviato in Argentina, dove rimase fino al 1931. Era vicario nel noviziato di Santo Spirito del Monte, in diocesi di Valencia, quando, minacciato più volte dai repubblicani, dovette rifugiarsi presso i suoi parenti a Villarreal. Ma lo presero e lo uccisero a colpi di baionetta. Placido García Gilabert era di Benitachel, in quel di Valencia. Aveva quarantun anni. Sacerdote dal 1918, si addottorò a Roma e insegnò teologia a Valencia. Era rettore di quel collegio quando scoppiò la guerra civile. Dovette scappare anche lui. Tornò a Benitachel, ma fu scovato e ucciso. Jaime Pellier Muñoz, ventidue anni, in religione aveva preso il nome di fray Alfredo. Era di Bellreguart e studiava nel collegio francescano di Ontoniente. I miliziani che lo acciuffarono gli offrirono la possibilità di unirsi a loro, ma lui non ne volle sapere e finì ammazzato. Juan Bautista Mollar Ventura era di Manises, nella diocesi di Valencia. Fattosi francescano, assunse il nome religioso di Salvador. Aveva trentotto anni. La sua era una famiglia povera che non aveva i mezzi per farlo studiare. Da frate fece il sagrestano in vari conventi. Anche lui dovette fuggire nel 1936. Era in casa di amici quando lo arrestarono. Lo chiusero nel convento delle suore carmelitane trasformato in carcere per l’occasione. Lo fucilarono in località Picadero de la Paderna.