Pascual Torres Lloret

Nato nel 1885 a Carcagente, nell’arcidiocesi di Valencia, era il classico bravo ragazzo dell’Azione Cattolica. Cresciuto e divenuto imprenditore edile, nel 1911 si sposò con la sua fidanzata di sempre e ne ebbe cinque figli. Da costruttore e padrone della ditta applicò con diligenza le direttive della dottrina sociale della Chiesa con le sue maestranze, tanto che i rapporti con gli operai furono sempre improntati a familiarità e rispetto reciproco. Ma nel 1936 scoppiò la guerra civile e Pascual era uomo troppo in vista. Non solo: era anche troppo benvoluto da una classe operaia che, da lui, non si sentiva affatto “sfruttata”, anzi. Così, cominciò per lui il calvario. Intimidazioni, minacce e quant’altro, ma il risultato era sempre l’opposto. Quando i preti dovettero fuggire e chiudere la chiesa, fu lui a ricoverare in casa sua il Santissimo Sacramento a rischio di profanazione. I miliziani ricorsero all’arresto, per ben quattro volte, sperando di spaventarlo e di fargli il vuoto attorno. Alla fine persero la pazienza e risolsero che quello lì era meglio averlo sottoterra. Così, l’ultimo arresto fu quello definitivo. Verso la mezzanotte dello stesso giorno lo portarono nel cimitero di Carcagente e gli spararono. Visto che siamo in argomento, è appena uscito un fumetto delle Edizioni Art (info@edizioniart.it): José Del Rio, un giovane martire della guerra dei Cristeros messicani, introduzione di Paolo Gulisano e cover di Giampiero Casertano (firma di punta di Dylan Dog). Di Gulisano segnalo anche C. S. Lewis tra fantasy e vangelo (Ancora): il ritorno di “Narnia”.
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