Pasqua con sorpresa: prediche degli imam fondamentalisti

Alcuni dei più famosi predicatori televisivi di lingua araba parteciperanno in Italia a tre giorni di conferenze curate dall’Islamic Relief Worldwide. In migliaia a Bologna e Milano pronti ad ascoltare gli «anchorman»
delle emittenti radicali. Sassuolo vieta le prediche, ma gli
organizzatori non si fermano

È quasi una «Pasqua islamica». Arrivano da ogni angolo del Medio Oriente: Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Yemen, Algeria. Sono i custodi della morale musulmana, le nuove star dell’Islam globale: predicatori delle tv satellitari, docenti di sharia, imam di moschee importanti. Seguono i fedeli lungo le rotte dell’immigrazione, fino al cuore dell’Europa. I loro discorsi si basano su una lettura intransigente del Corano, baluardo sacro contro le tentazioni della modernità, contro l’Occidente che corrompe l’anima e i costumi. In questo week end di Pasqua si sono dati appuntamento in Italia per una serie di conferenze dal titolo molto accademico: «Globalizzazione della solidarietà». Qui tasteranno il polso della fede dei loro fratelli musulmani. Tra i relatori personaggi come Omar Abd el Kafi, componente dell’Unione mondiale degli Ulema. Ad organizzare gli incontri l’Islamic Relief Worldwide, la più famosa e ricca associazione di assistenza di ispirazione islamica fondata nel 1984 in Inghilterra dal medico Hany El Banna. Tra gli ospiti anche Hamza Roberto Piccardo, ex portavoce e segretario generale dell’Ucoii. All’inizio gli appuntamenti dovevano essere a Sassuolo oggi, a Milano il giorno di Pasqua e a Bologna lunedì. Ma a Sassuolo intanto è saltato tutto o quasi. Nonostante la revoca all’autorizzazione arrivata dal sindaco la comunità islamica di Sassuolo è decisa a ospitare gli imam nelle due moschee locali. «Quello che ci è stato comunicato per ottenere l’autorizzazione e quanto in realtà stava per avvenire sono cose diametralmente opposte - spiega il Sindaco Graziano Pattuzzi -. La richiesta presentata per l’autorizzazione parlava di un incontro di tutte le nostre famiglie per diverse attività prevedendo un’affluenza massima di 300 persone». In realtà, continua il primo cittadino «nei giorni scorsi, è iniziato a circolare a Sassuolo un volantino che annunciava una conferenza, con la partecipazione di diversi relatori tra i quali anche personaggi che non sono graditi in città. L’ingresso a pagamento, poi, che ha tutte le parvenze di una raccolta fondi, rende la giornata assolutamente impraticabile».
Preoccupazione e polemiche. Il timore è che gli incontri accademici nascondano il virus del fondamentalismo. È quello che spaventa Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia: «La tre giorni di propaganda islamica e antioccidentale con la partecipazione di esponenti di organizzazioni come l’Ucoii e l’Unione mondiale degli Ulema, che si sono distinte per avere minacciato il Papa, la Chiesa e per avere lanciato anatemi contro l’Occidente è una inaccettabile provocazione ed è l’ennesimo esempio di dissimulazione attraverso il quale esponenti di movimenti islamici integralisti lanciano pubblicamente i loro messaggi coprendosi dietro slogan pacifisti».
Gli organizzatori cercano di smorzare le polemiche. Non vogliono lo scontro «Avremmo preferito svolgere l’iniziativa in un altro periodo - dice il direttore dell’Islamic Relief Italia, Paolo Gonzaga Abdullah - ma siamo stati costretti da questioni logistiche. A Milano il Palalido era già occupato». Il dubbio resta. Le conferenze in Italia, il cui ingresso costerà 5 euro ma con «sconti per famiglie», servono a raccogliere fondi per iniziative che verranno decise dell’associazione. Associazione che compare in una sentenza del magistrato milanese Guido Salvini tra i possibili collettori, anche inconsapevoli, di gruppi che «mettono in pratica l’ideologia jihadista». La polemica è forte anche a Bologna. Ma il sindaco Sergio Cofferati ha fatto sapere di non voler interferire sulle pratiche religiose a cui parteciperanno esponenti internazionali. È lo stesso sindaco che poi però ammette: «Non so dire cosa succederà il 9 aprile, ma interverrò se l’evento dovesse trasformarsi in azione di propaganda o a sostenere attività non lecite».