PASQUA

Chi si rivede! Andy Luotto, lo stralunato personaggio della corte di Renzo Arbore negli anni Settanta e Ottanta. Adesso il suo palcoscenico è la cucina. Dirige infatti un ristorante a Sutri (Il D’Angeli, dal nome del suocero) che, come la sua tv, diverte per varietà e originalità di proposta. Leggendo però la storia di Andy, l’idea di trovarlo ai fornelli non suona poi così strampalata. Fin da bambino, osservando la cameriera di casa che baciava le briciole prima di buttarle, ha avuto un rispetto quasi sacro per il cibo. Andy ha fatto stage con chef importanti (Iaccarino e addirittura Ducasse), dove ha compreso, anzitutto, l’importanza della materia prima nella confezione dei piatti. Nel suo menù è infatti evidente la ricerca dell’artigianato contadino, del prodotto di nicchia: la carne di maiale proviene da un allevatore casertano che nutre i suoi animali a ghiande e castagne; le mozzarelle sono quelle «lattose» di Venafro; l’agnello viene dai pascoli di Scanno. Al resto ci pensa lui stesso, con prodotti che cura personalmente come i salumi, la ricotta, le verdure: ecco allora gli spaghetti carciofi e salsiccia casalinga; la chitarra con guanciale di maiale nero, cacio e pepe; il pollo ruspante con ripieno povero (di salsiccia); le verdure croccanti al cartoccio; la golosa coppa di mascarpone con biscotti. Piatti, come si vede, ben piantati a terra, l’esatto contrario del personaggio un po’ sulle nuvole di Andy. Bella cantina. Sui 40 euro.