Pasquino, la mina vagante del Pd

Non ha in tasca la tessera del Pd, né ha intenzione di prenderla. Lui, Gianfranco Pasquino (nella foto) si candida in aperta polemica con i dirigenti bolognesi. Il politologo sarà l’outsider «ulivista» alle primarie del partito, indette per il 14 dicembre quando Bologna dovrà scegliere il candidato sindaco. «Mi candido - conferma lui, da sempre critico sull’uscente Cofferati -, rispondo alle sollecitazioni ricevute e forse riusciremo a raccogliere le firme». Per giocare la partita, Pasquino ne dovrà mettere insieme 390 entro martedì. Con lui, salgono a cinque gli aspiranti targati Pd. Molte le difficoltà, a partire dall’accesso agli elenchi degli iscritti. Pasquino punta sul fatto che alle primarie potranno votare tutti, iscritti e no. E in tasca ha già il voto di Parisi.