Passa il decreto Omnibus con 313 voti favorevoli Ecco quali sono i punti

Il dl Omnibus, oltre alla rinuncia a costruire le centrali nucleari, comprende uno stanziamento di 149 milioni per il Fondo Unico per lo spettacolo, limiti precisi negli incroci tra tv e giornali e la possibilità della Cassa depositi e prestiti di
intervenire in società considerate strategiche

Roma - Via libera della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto legge omnibus, nello stesso testo approvato dal Senato. Nello scrutinio si sono registrati 313 voti favorevoli e 291 contrari oltre a due astenuti. Alle 17 l’aula di montecitorio inizierà l’esame degli ordini del giorno. Il voto finale è previsto domani. 

La decisione di porre la questione di fiducia sul decreto omnibus era stata annunciata ieri dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Il decreto, approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 20 aprile e la cui scadenza è fissata per il 30 maggio, oltre alla rinuncia del governo a costruire le centrali nucleari, comprende tra l’altro uno stanziamento di 149 milioni per il Fondo unico per lo spettacolo (Fus), limiti negli incroci tra giornali e tv e la possibilità della Cassa depositi e prestiti di intervenire in società considerate strategiche. Per quanto riguarda il nucleare, nel testo approvato dal Senato è stato inserito un emendamento che ha riscritto l’articolo 5 del decreto approvato in Consiglio dei ministri a fine marzo.

Il governo è andato oltre la moratoria di un anno già prevista per il nucleare, fermando tutti i programmi sull’energia atomica e la costruzione di nuovi impianti. In pratica l’emendamento abroga tutte le norme che sono oggetto del referendum del 12 e 13 giugno. Il capitolo relativo alla cultura prevede un contributo di 236 milioni di euro, di cui 149 milioni per Fus, 80 milioni per la manutenzione e la conservazione dei beni culturali, oltre a quelli già previsti in bilancio, e 7 milioni per interventi a favore di enti e istituzioni culturali. Viene soppresso il contributo di un euro sui biglietti cinematografici stabilito nel decreto Milleproroghe. Alla copertura finanziaria di queste misure si provvederà con l’aumento delle accise sulla benzina.

La Cassa depositi e prestiti potrà assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale, ma solo se quest’ultime "risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività". No quindi al salvataggio di Stato per società decotte o in perdita. Infine, viene prorogato al 31 dicembre 2012 il divieto di partecipare in imprese editrici di giornali quotidiani per società televisive che svolgono la loro attività in ambito nazionale e che in base al Sic (Sistema integrato delle comunicazioni) hanno conseguito ricavi superiori all’8 per cento e per quelle società i cui ricavi nelle comunicazioni elettroniche sono superiori al 40 per cento dei ricavi complessivi del settore.