Passa l’emendamento Udc, l’ex ministro resta escluso

Forza Italia vota l’inapplicabilità per i processi pendenti in Appello e Cassazione. Ma la partita è aperta

Adalberto Signore

da Roma

Il colpo di scena arriva alle 14. Quando, nonostante la riunione tecnica tra Forza Italia e Udc non sia ancora iniziata, la commissione Giustizia della Camera dà parere favorevole all’emendamento dei centristi sulla ex Cirielli. Un voto, quello del Comitato dei nove, inaspettatamente unanime. Da una parte perché l’opposizione decide di disertare i lavori per protesta e dall’altra - il dato certamente più rilevante - perché anche Forza Italia dà il suo benestare. Allo stato dell’arte, dunque, se l’Aula confermasse il voto della Commissione la ex Cirielli - la legge che prevede la riduzione dei tempi di prescrizione dei reati e un inasprimento delle pene per i recidivi - non potrebbe essere applicata a Cesare Previti, visto che l’emendamento dell’Udc prevede che la riduzione della prescrizione non entri in vigore per i processi pendenti in Appello e Cassazione.
In realtà, però, al voto in Commissione di inizio pomeriggio sono seguite lunghe riunioni, tecniche e no, alla ricerca di una soluzione meno drastica. È chiaro, infatti, che se davvero la ex Cirielli passasse così come modificata in Commissione sarebbe difficile non dare ragione a Previti quando parla di «norma contra personam», cosa su cui è paradossalmente d’accordo pure l’opposizione che ha ribattezzato l’emendamento «il frega Previti». Le «consultazioni» sono andate avanti per tutto il pomeriggio, con un vertice serale nel quale si è ipotizzato di studiare un sub-emendamento che possa comunque «alleggerire» la posizione dell’ex ministro della Difesa. «Non è che l’Udc ce l’abbia con Previti, il problema - spiega un dirigente centrista - è il Quirinale. Ciampi ha storto il naso sia sulla ex Cirielli sia sulla legge elettorale e ha lasciato chiaramente intendere che potrebbe non controfirmarle. Con questo emendamento, di fatto, non si tratta più di una legge “salva qualcuno” e il Colle non potrà più opporre obiezioni». Parole che in parte trovano conferma nelle dichiarazioni di alcuni esponenti di Forza Italia, ieri certamente più morbida rispetto ai giorni scorsi. «L’emendamento - spiega ai microfoni di Radio Radicale l’azzurro Nitto Palma - fuga ogni dubbio sul fatto che della legge possa beneficiare solo Previti». Insomma, alla Casa delle libertà «interessa che entri in vigore» la nuova normativa e quindi, pur restando «le perplessità sulla incostituzionalità» delle modifiche introdotte dai centristi, si è deciso di accoglierle. «La maggioranza - dice Niccolò Ghedini, deputato di Forza Italia nonché avvocato - si è fatta carico di un problema che si stava facendo via via più pressante e si è quindi ritenuto percorribile l’emendamento dell’Udc».
Al di là delle parole, però, la partita non pare affatto chiusa. L’unica certezza, a questo punto, è che alla Camera il testo non passerà senza modifiche e quindi sarà necessaria un’ulteriore lettura del Senato. Cosa che, di fatto, rischia di rendere già inapplicabile la legge a Previti (l’udienza in Cassazione per l’Imi-Sir dovrebbe essere il 16 gennaio). La Camera potrebbe votare il testo già oggi, ma non è escluso che la maggioranza si prenda ancora qualche giorno di riflessione. Allo studio, secondo alcuni, c’è un subemendamento che renda obbligatori gli arresti domiciliari per chi ha compiuto i 70 anni di età.