Passa a settembre l’ultimo treno per l’aeroporto

Lancia due ultimatum per settembre, Aldo Praticò, consigliere comunale di An e leader dell’affiatata corporazione dei cittadini d’origine calabrese a Genova: per l’aeroporto Cristoforo Colombo («Non funziona, organizzerò una tavola rotonda con tutti i soggetti interessati, anche per ripristinare il volo per Reggio Calabria») e per il candidato sindaco di centrodestra («Non c’è alternativa, per conquistare la poltrona più prestigiosa di Tursi e proporsi per il governo della città nei prossimi quattro anni, la Casa delle libertà deve decidere entro il 30 settembre il candidato o, perché no?, la candidata a succedere a Giuseppe Pericu e, soprattutto, a rimediare ai guasti provocati dalla sinistra a carico dei cittadini genovesi»). Praticò non si nasconde le difficoltà, ma neanche i segnali importanti che vengono dai partiti del centrodestra: «Ci sono le condizioni - sottolinea - per puntare alla vittoria elettorale. Ma innanzi tutto si deve adottare il metodo giusto per la scelta del candidato alla carica di primo cittadino, evitando di individuare una persona indicata da un partito, ma accettata o, peggio, sopportata dagli altri». A giudizio del consigliere comunale, i «magnifici quattro», Forza Italia, Lega, Udc e Alleanza nazionale, devono esprimere un parere concorde, quindi passare a una campagna coesa e incisiva. «Sono passati i tempi, altrimenti bisogna farli passare definitivamente, della candidatura al collegio 10 di Albaro! Ci vuole unità d’intenti». Che non vuol dire necessariamente, a questo punto, partito unico o comunque «cartello» unico, superando i simboli dei partiti. Praticò ha una sua idea precisa: «Partito unico subito, a ridosso della campagna elettorale, non ha senso. Ci sono ragioni a favore e altre contro. Ma i tempi, in ogni caso, mi sembrano troppo stretti». Meglio puntare su un programma elettorale organico, incisivo, concreto che vada al cuore dei problemi. «La gente è stanca, si sente tradita dalla sinistra. Basta pensare alle proteste per la pressione fiscale, i privilegi concessi a nomadi e extracomunitari, la mortificazione delle categorie commerciali e artigianali, la mancata soluzione dei grandi problemi della città. Vale la pena - conclude con passione Praticò - di interpretare queste istanze pratiche, dare risposte efficaci, mettersi a fianco delle persone comuni, rispondere alle loro esigenze. Così si può vincere. A Genova e nel Paese».