Passa lo straniero ma le reti crescono

da Milano

Per rintracciare le tendenze del mercato dei fondi in Italia occorre tener conto dell’effetto Credit Agricole, interessata da alcune operazioni infragruppo da parte di investitori istituzionali (meno 5.898 milioni di euro, pari al 72,6% del totale). Al netto di questa voce, anche in luglio sono stati confermati alcuni trend in atto da mesi.
A cominciare, per esempio, dal forte gradimento dei fondisti verso i prodotti di case d’investimento straniere; ad eccezione di Deutsche bank (meno 126 milioni) e Antonveneta Abn Amro (meno 50 milioni), le altre società di gestione estere operanti in Italia hanno chiuso in positivo: da Credit Suisse (142 milioni) a Bnp Paribas (49 milioni), da Ubs (17 milioni) a JpMorgan (9 milioni) fino a Ing Direct (4 milioni).
In parallelo, continuano a raccogliere consensi le sgr indipendenti e alcune delle grandi reti di promotori. Tra le società di gestione indipendenti si sono messe in luce Kairos partners (87 milioni), Hedge invest (69 milioni), Banca Finnat Euramerica (20 milioni), Albertini (17 milioni) e Consultinvest (7 milioni). Tra i network di promotori, brillano le raccolte nette di Azimut (177 milioni), Banca Generali (159 milioni) e Mediolanum (158 milioni). Per il resto, a parte le Poste (31 milioni), i grandi gruppi hanno sofferto i riscatti: da Eurizon (meno 715 milioni) a Pioneer (meno 461 milioni), da Ubi banca (meno 195 milioni) a Capitalia (meno 330 milioni), da Bipiemme (meno 202 milioni) e Arca (meno 367 milioni) al Banco Popolare (meno 98 milioni). Quest’ultimo, però, ha conquistato il sesto posto nella graduatoria assoluta.