Con il passaggio ai «certificati elettronici» risparmi per 16 miliardi

Un risparmio annuo di 16 miliardi di euro. È quello che si conseguirebbe se i documenti digitali prendessero il posto di quelli cartacei. Il dato emerge da una ricerca elaborata da Net Consulting per conto di InfoCamere e presentata nel corso di un convegno a Roma. In particolare, 14 miliardi di euro si potrebbero risparmiare sostituendo alle normali fatture quelle in formato digitale, altri 720 milioni giungerebbero dall’utilizzo della posta elettronica certificata al posto delle usuali raccomandate mentre 472,5 milioni deriverebbero dall’utilizzo dei certificati telematici. «C’è un problema di sbarramento culturale e di disponibilità finanziaria da parte delle imprese e in questa direzione il sistema delle Camere di Commercio può essere di aiuto, ma il governo deve dare un’indicazione chiara», ha detto il presidente di Infocamere, Gian Carlo Sangalli, esprimendo preoccupazione per il rinvio a fine 2008 del rapporto on-line tra imprese e Agenzia delle entrate. L’utilizzo di tecnologie più avanzate gioverebbe anche ai conti della pubblica amministrazione. «Ogni anno si spendono 150 milioni di euro in francobolli solo per comunicazioni tra uffici pubblici locali e centrali», ha osservato il sottosegretario alle Riforme, Beatrice Magnolfi.