Dal passaggio a Cologno allo «strappo»

da Roma

Quando, a fine luglio, Mediaset si aggiudicò con una spesa consistente (da oltre 60 milioni di euro) i diritti del campionato di serie A e annunciò quattro giorni dopo che sarebbe toccato a Paolo Bonolis, fresco di rientro a Cologno Monzese (con contratto triennale da 8 milioni di euro all'anno), guidare il Novantesimo minuto del Biscione, in molti pensarono che il mix fra il calcio e il re Mida degli ascolti si sarebbe trasformato in una nuova gallina dalle uova d'oro. Ma i problemi, le frizioni, le difficoltà non si sono fatti attendere. L'azienda fece partire il programma un po’ a fari spenti, presentando la puntata del 28 agosto come una sorta di numero zero e vendendolo a Publitalia al 24% di share, una media inferiore a quel 29-30% che Novantesimo minuto era riuscito a mantenere su Raiuno.
Del resto, il tempo per preparare Serie A era stato poco e c'erano almeno due incognite con cui misurarsi: l'abitudine del pubblico pallonaro alla liturgia del calcio e la necessità di allungare il programma a due ore, per consentire l'inserimento dei break pubblicitari. L'entusiasmo, tuttavia, era palpabile e Bonolis aveva promesso una «messa laica» condita dall'ironia (sua e della Gialappa’s). Alla struttura dello sport Mediaset, guidata da Ettore Rognoni, il ruolo di curare soprattutto la parte tecnica del programma. La parola è poi passata inevitabilmente agli ascolti, dati inferiori alle attese (come si vede nel grafico a sinistra). Subito Bonolis si è messo al lavoro con gli autori, annunciando che tutti i filmati delle partite sarebbero stati inseriti nella prima ora del programma. Ma gli aggiustamenti, normali per un programma al debutto, diventano certo più difficili quando si è sotto i riflettori. Domenica scorsa Bonolis ha dato forfeit: ufficialmente per un'indisposizione, ma i dubbi si incrociavano già con i gossip sull'attrito all'interno del programma. Senza il conduttore e senza Juve, Inter e Milan, con la sola Monica Vanali, ha fatto segnare nella prima parte il 19.47%. Il giorno dopo la stampa ha sottolineato il risultato comunque positivo e anche la critica ha promosso la puntata. Proprio i giudizi positivi avrebbero rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.