Passaggio al digitale: il rischio è l’oscuramento per la Liguria

(...) vale a dire lo scarso «peso» che la nostra Regione ha «colà dove si puote». Ho composto il numero 800.022.000 e, dopo l'annuncio registrato «Benvenuto all'iniziativa della tv digitale promossa dal Ministero delle Comunicazioni», siamo rimasti per circa 4 minuti con il telefono in mano senza che nessuno rispondesse. Ho riprovato, ma il risultato non è cambiato. Solamente al quinto tentativo, sono riuscito a parlare con un'addetta. Esposto il problema, la gentile signorina ha fatto presente che è tutto vero, che il digitale terrestre in Liguria, e, dunque, anche nelle zone dell'entroterra savonese sarebbe arrivato entro i primi sei mesi del 2011. Pertanto, noi liguri, almeno noi del Ponente savonese, dovremo attendere altri sei mesi per poter avere la scelta degli altri italiani. La rabbia monta soprattutto nel corso delle trasmissioni sportive, quando il conduttore afferma: «Su Rai2 il nostro tempo è terminato. Potete seguirci su RaiSport 1 (o 2)». Ma non tutti hanno il digitale terrestre e la colpa non è di chi ne è sprovvisto, come pare vogliano sottintendere con quell'invito sibillino.
Intanto anche la politica locale comincia ad affrontare il problema. Il gruppo «Noi con Burlando» in consiglio regionale, ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione sulle criticità del prossimo passaggio in Liguria dal sistema analogico al digitale terrestre. Il capogruppo Armando Ezio Capurro e il consigliere Massimo Donzella hanno chiesto, attraverso il documento al presidente Claudio Burlando quali iniziative la Regione abbia intrapreso per facilitare i cittadini al momento dello switch off, ovvero la disconnessione dall’etere perché ad oggi diverse zone del territorio ligure risultano essere sprovviste della tecnologia per poter accedere al segnale del digitale terrestre. «Dal prossimo anno, spiegano i due consiglieri - molti televisori della nostra regione rischiano di restare spenti a causa delle interferenze. Occorre intervenire subito».