Passamontagna e scontrini, tracce romane per gli anarchici E il Leonka si smarca (poco)

Non solo fionde e spray urticante: nelle case dei sei anarchici perquisiti lunedì sono stati trovati anche manganelli, pistole scacciacani, passamontagna, bulloni e scontrini battuti a Roma il 15 ottobre. Giorno della violenza scatenata da un migliaio di teppisti proveniente da vari Centri sociali italiani. Violenza da cui ora prende le distanze il «Leoncavallo», padre spirituale dell’area antagonista milanese. Segno di un progressivo «imborghesimento». O della necessità di rifarsi una verginità in vista di una sanatoria della loro storica occupazione. E sì che di incidenti i «Leoncavallini» ne hanno animati parecchi negli ultimi 25 anni. Tanto che il loro capo spirituale Daniele Farina ha rimediato un paio di condanne. L’ex onorevole, in quota a Rifondazione comunista, sta cercando di ottenere l’affitto dell’edificio di via Watteau a un prezzo politico, grazie alla mediazione del Comune.