Passante sepolta da «pioggia» di pietre

Ci conoscete: nel nostro piccolo, su questo giornale, abbiamo sempre scelto di raccontare la banalità del bene. Di provare a costruire, quando certo è molto più facile dedicarsi a demolire.
È una scelta magari non sempre comoda, ma che paga. Soprattutto, paga per le vostre reazioni. Per il fatto che nessuno o quasi dei temi che tocchiamo resta su un pezzo di carta, ma prende vita diventando parte integrante del dibattito culturale e politico genovese e ligure.
L’ho raccontato varie volte. Ma, visto che vedo che succede spessissimo, sempre più spesso, voglio esprimere il mio sincero moto di solidarietà nei confronti di colleghi ed amici di carta stampata, televisioni e radio che non hanno la fortuna di avere lettori come voi. Spesso, infatti, capita loro di essere incaricati di raccogliere reazioni su questo o quell’altro servizio. Allora, prendono diligentemente in mano l’agendina e iniziano a chiamare a destra e a manca: «Scusi, ha letto l’articolo sul tema xy?». «No». «Glielo riassumo». «Ahh». «Quindi?». «Quindi, va bene». «Allora mi dice qualcosa?». «No, mi scusi, ho da fare, buongiorno». Chiaro che, dopo tre o quattro chiamate di questo tipo, qualcosa si porta a casa.
Ecco, da noi funziona diversamente. I dibattiti sono veri. Diamo spazio a chiunque abbia qualcosa da dire, anche a quelli che non hanno diritto di cittadinanza altrove, con l’unico limite della continenza, dell’educazione e del rispetto. Ma, certo, non ci mettiamo a fare giri di telefonate per pietire il parere di questo o di quell’altro.
E sapete qual è la cosa più bella in tutto questo? Che non c’è dibattito che non provochi reazioni, che non scaldi gli animi. Da quello sulla difesa del teatro dialettale, a quello sulla Coppa America che Napoli potrebbe portare a casa a differenza della Liguria. Da quello sulla nuova strategia del Pdl, inaugurata con le visite agli anziani nel giorno di Ferragosto, a quello sulla possibilità che - una volta realizzata la Gronda - i tratti urbani delle attuali autostrade siano senza pedaggio. Dal viaggio a Carloforte, che ha commosso molti lettori e anche il sindaco dell’isola “genovese” della Sardegna, fino al ricordo del senatore Pastorino ingiustamente dimenticato dalle istituzioni. Da quello sul Terzo Valico e sulle straordinarie prospettive di sviluppo che potrebbe avere Genova come «periferia» (nel senso migliore che la parola sa avere) di Milano, a quello sulla legge elettorale, aperto dal senatore Enrico Musso e a cui stanno rispondendo moltissimi amici, lettori ed elettori. E ne trascuro tanti altri, che sono però il sale - e spesso il pepe e talvolta pure il peperoncino - di queste pagine e della grande famiglia del Giornale di Genova e della Liguria. (...)