Passaporti, da domani si potranno richiedere anche all’ufficio postale

Elena Jemmallo

Lunedì 10 luglio sarà una giornata diversa. L’inizio di una mini rivoluzione: niente più code nelle questure, il servizio passaporti sarà disponibile presso gli uffici postali dei 20 capoluoghi di regione e, successivamente, su tutto il territorio nazionale. Conclusa con successo la fase sperimentale nel Comune di Roma, poste italiane e ministero dell'Interno hanno infatti siglato una convenzione per estendere il servizio su tutto il territorio nazionale attraverso la rete degli uffici postali.
Presso gli uffici postali abilitati saranno disponibili il modulo per la richiesta, la marca per le concessioni governative e il bollettino di conto corrente postale per il pagamento del libretto del passaporto; sarà sufficiente portare con sé due fotografie formato tessera e la fotocopia del documento di riconoscimento firmata in originale. Le domande per il rilascio o il rinnovo dei passaporti potranno così essere presentate, oltre che presso gli uffici delle questure, le stazioni dei carabinieri e gli uffici dedicati dei comuni, anche all'interno degli uffici postali abilitati di poste italiane, distribuiti su tutto il territorio nazionale, per il successivo inoltro alla questura competente. Il cittadino potrà ricevere il passaporto a domicilio, con posta assicurata, presso qualsiasi indirizzo i Italia o presso l'ufficio postale indicato nella richiesta. Il servizio offerto da poste italiane ha un costo di 20 euro, oltre le spese normalmente previste per il rilascio-rinnovo del passaporto.
L’ultima novità in tema arriva in contemporanea a un’altra storica trasformazione: addio fototessera e benvenute le impronte digitali, almeno per il passaporto europeo, che dal prossimo 28 agosto diventa biometrico con l'inserimento, per cominciare, di fotografia digitale cui seguiranno, entro il 2009, le impronte.
La Commissione europea ha infatti annunciato l'adozione della seconda parte delle specifiche tecniche necessarie per l'introduzione di identificatori biometrici, le impronte digitali appunto. «È un passo avanti fondamentale per rendere i passaporti dei cittadini dell'Unione Europea più sicuri e affidabili», ha detto il vicepresidente e commissario per Giustizia, libertà e sicurezza, Franco Frattini.
L'inserimento delle impronte digitali tra le informazioni contenute nel documento non è comunque necessario per la scadenza più immediata fissata al prossimo ottobre, quando tutti i cittadini europei che vorranno entrare negli Stati Uniti dovranno possedere un passaporto biometrico, altrimenti saranno costretti a richiedere un visto individuale. Scadenza che potrebbe tra l'altro essere prorogata.
«Sto tentando di persuadere gli Stati Uniti a darci la possibilità di utilizzare i passaporti non biometrici anche dopo ottobre. Non ho avuto assicurazioni certe, ma sono fiducioso», ha detto Frattini. Il nuovo documento è leggibile, prima di tutto, soltanto da chi è autorizzato a farlo, avvalendosi della tecnologia adatta, in modo da garantire il rispetto della privacy e la corretta gestione delle informazioni. Il punto è ancora una volta la violazione della privacy a favore della sicurezza comune e come essere sicuri che i dati non vengano poi immagazzinati e riutilizzati, insomma, il rischio di una «schedatura planetaria», composizione dell'iride e impronte digitali comprese.
«Il passaporto serve a controllare l'esatta identità e non è uno strumento per l'attività di polizia», ha rassicurato Frattini.