Passato e futuro Moncler espone i piumini più belli

Sono arrivati tutti per darle un bacio e guardarla in quei suoi occhioni blu. C’erano il papà Roby e il fratello dj Francesco: la famiglia innanzitutto. Per Alessandra Facchinetti è fondamentale averli attorno nei momenti topici. E questo era uno di quelli.
Ma è un fatto interiore perché se si dovesse guardare il prodotto, una serie di piumini Moncler, potrebbe starsene tranquilla e beata. Il suo lavoro infatti è straordinario, sublime. In mostra a palazzo Visconti, oltre alla storia di Moncler rivisitata fino ai giorni nostri in un affascinante allestimento curato da Luca Stoppini, c’erano pure sei capi della sua ultima collezione. Sul piumino d’oca più leggero che ci sia sono stati inseriti materiali sofisticati quali seta, chiffon, tulle, visone, organza. Il risultato sono una serie di pezzi d’alta moda. «È il progetto ideale - spiega Remo Ruffini, patron di Moncler -. È lo sviluppo del piumino per ogni occasione. Sono tutti cuciti a mano».
In pratica è l’evoluzione di un marchio che si era perso perché aveva dimenticato le origini. Riprese in mano quelle, Moncler in 4 anni ha raddoppiato il fatturato (da 40 a 80 milioni di euro).