Passato e futuro nelle foto di De Antonis

Ha immortalato l’alta moda in musei e gallerie

La modernità di un sfondo argento dai riflessi iridescenti, la «storia» del banco ottico in legno di Arturo Bragaglia, lo sguardo deciso di Ivy Nicholson, modella e poi musa di Andy Warhol, e il romanticismo di un abito Simonetta e Fabiani, accompagnato da fiori, abbandonati in modo fintamente distratto a simboleggiare la caducità della stessa bellezza protagonista della foto. È in uno scatto del 1955 che Pasquale De Antonis sembra sintetizzare il segreto della sua arte: la mescolanza di passato e futuro, in un gioco di contrasti e continua ricerca, che lo porterà a sperimentare diverse tecniche, raccontando il costume italiano. A lui, nel centenario della nascita, Alta Roma dedica la retrospettiva «Pasquale De Antonis. La fotografia di moda 1946-1968», a Palazzo Poli fino al 7 settembre. Un percorso lungo 22 anni, che, in realtà, mostra l’evoluzione della moda e delle tecniche per illustrarla attraverso quasi quattro decenni di stile, dai classicheggianti anni Quaranta ai visionari Settanta. «Era un fotografo curioso e attento - dice la curatrice Maria Luisa Frisa - sempre alla ricerca di inquadrature particolari. Non amava il barocchismo, privilegiando un taglio più realistico». Nel dopoguerra per promuovere la moda italiana nel mondo, si punta sull’accostamento tra abiti, archeologia e monumenti. De Antonis segue la tendenza, dandone, però, una lettura più «spontanea», che rifugge da facili stereotipi. Così appare naturale che il marmo di Paolina Borghese, per ripararsi dal freddo della Galleria, indossi una pelliccia Balzani o che modelle di Fontana e Gattinoni diventino elementi architettonici al museo delle Terme di Diocleziano. Nato a Teramo ma romano d’adozione - dal ’39 si stabilisce nella Capitale - De Antonis si specializza nel ritratto e frequenta gli ambienti di cinema, arte e letteratura, per accostarsi alla moda in seguito all’incontro con Irene Brin, giornalista e cofondatrice della Galleria l’Obelisco. I suoi scatti sono ancora attuali, tanto da sembrare appena usciti dalle pagine di una rivista. «Grande anticipatore di tendenze - conclude la curatrice - è ancora poco noto in Italia, ma la sua riscoperta non potrà non segnare la fotografia dei prossimi anni».
In mostra, anche ritratti di personaggi noti, da Anna Magnani a Vittorio Gassman. L’ingresso all’esposizione è gratuito.