Passato l’esame G7 Geithner affronta la prova dei mercati

Spenti i riflettori sul G7 di Roma, si riaccendono gli spotlight su Wall street. Il buon esordio del neosegretario americano al Tesoro Tim Geithner sulla scena internazionale non può far dimenticare la freddissima accoglienza del suo piano salva-banche in Borsa (-4,91% il Dow Jones). Dietro le quinte del summit romano, la domanda da due miliardi di dollari degli addetti ai lavori era sempre la stessa: riuscirà l’amministrazione Obama a far uscire gli Stati Uniti, e di conseguenza il mondo, dal tunnel?
«Tutto, o quasi, dipende dagli Usa - spiega uno dei tanti sherpa, gli alti funzionari che assistono i ministri nella preparazione dei documenti del G7 -; in particolare, la ripresa del circuito della fiducia nei mercati finanziari». La strategia anticrisi della Casa Bianca si muove in due direzioni: un piano di spesa pubblica e sgravi fiscali per 787 miliardi di dollari, per preservare l’occupazione con la costruzione di infrastrutture e con investimenti nei trasporti pubblici, nella sanità, nell’energia; un progetto ancora abbastanza vago per sostenere il sistema bancario e finanziario, fino a un massimo di 2mila miliardi di dollari. Il presidente Obama firmerà domani il piano di stimolo economico, appena approvato dal Congresso. Si attendono da Geithner, invece, i dettagli sul piano finanziario che dovrebbero giungere entro un paio di settimane.
Il problema è che, come ha detto Mario Draghi al termine del summit romano, le banche devono ancora fare chiarezza sul totale degli asset tossici presenti nei loro bilanci. Insomma, le autorità internazionali non sanno ancora se le perdite finora accumulate (1.400-2.000 miliardi di dollari) possano crescere, e di quanto. Il piano Geithner, alla luce dell’incertezza sullo stato dei bilanci bancari, potrebbe anche non bastare: è questa l’opinione di molti operatori di mercato. Intanto, mercoledì, il Tesoro annuncerà «nei dettagli» il piano per affrontare la crisi nel mercato delle case anche limitando i pignoramenti (secondo alcuni analisti, sono a rischio entro il 2012 oltre 8 milioni di case, il 16% delle abitazioni per le quali è stato acceso un mutuo). Si tratta comunque - come nel caso del piano per il rilancio dell’economia - di progetti che riguardano il mercato domestico, mentre il salvataggio bancario dovrebbe produrre, una volta messo in opera, effetti immediati anche a livello internazionale.
C’è stato, comunque, interesse da parte dei ministri finanziari del Gruppo dei sette sul progetto di salvataggio finanziario illustrato dal segretario al Tesoro Usa, in particolare sul meccanismo pubblico-privato per l’acquisto dei titoli tossici. Gli europei non hanno un veicolo preferito (ricapitalizzazioni, bad bank o garanzia pubblica), ma affrontano le stesse difficoltà degli Usa nell’attribuire un valore agli asset tossici.