Passeggeri "distratti", a Malpensa l'asta degli oggetti smarriti

Dagli smarphone ai tablet, dalle macchine fotografiche alle chitarre fino a due narghilé, folla per aggiudicarsi al rialzo tutto qualle che in un anno è stato dimenticato o perso in aeroporto

Partire con la testa al viaggio, magari distratti o di corsa. Così dimenticare oggetti e bagagli nella fretta di prendere l'aereo o di uscire dal terminal dopo l'arrivo è più facile di quel che si pensi. Insomma perdere oggetti di ogni tipo o lasciarli in aeroporto magari perché per imbarcarli sarebbe stato necessario pagare un supplemento visto che non stavano in valigia o si superava il peso consentito e quindi si abbandonano, non è insolito, anzi. Ogni anno la lista degli oggetti smarriti o “dimenticati” a Milano Malpensa nei terminal, nelle aree di transito, in quelle degli imbarchi o nei bagni è lunga e alimenta la tradizionale asta della Sea che si è svolta con - ovviamente - tutti i crismi dell’ufficialità. Asta come sempre affollata perché la base di partenza delle offerte è conveniente e attira molti appassionati a caccia di affari, che si è svolta al Terminale 2 nel salone di NoiSea, il Cral dei dipendenti.

Una “miniera” che comprende prodotti elettronici, smartphone e tablet in testa, ma anche macchine fotografiche reflex e digitali (inclusa una per riprese subacquee), computer, borse e valigie piene, oggetti curiosi di poco valore e altri pregiati sempre in grande quantità. Prodotti elettronici, smartphone e tablet alla moda, macchine fotografiche di ogni tipo, abbigliamento, borse e tanti oggetti curiosi. Raccolti in 148 lotti divisi per tipologie, che hanno scatenato la competizione. Parlando di curiosità, quest’anno ci sono da segnalare due chitarre acustica e una pedaliera elettronica per questo strumento musicale, due narghilé, un mandolino, un pigiama di seta… Insomma di tutto e soprattutto di più.
E i prezzi? Qualche esempio: fra i preziosi, molto gettonati, si è arrivati a 1870 euro per il lotto 27, il 28 invece, dedicato all’oro, è arrivato a 5600 euro, quello dell’argento a 1.600. Insomma affari e divertimento sono assicurati, mentre il denaro incassato va al fondo per garantire il servizio oggetti smarriti che evidentemente ogni anno sbriga una gran mole di lavoro.