Passeggeri in rivolta a Principe per la confusione e i disservizi

(...) monitor che ai viaggiatori in attesa del loro treno servirebbe davvero, magari per guardare un telegiornale, per consultare il televideo e tenersi aggiornati, o semplicemente per ingannare il tempo. Sul video del televisore della sala d'attesa di Principe, a metà del mese di agosto, campeggiava infatti tristemente questa scritta:«guasto».
Ma non se la passano bene nemmeno i tabelloni che annunciano gli arrivi e le partenze dei treni, anche quelli che si trovano sui binari: spesso le destinazioni che vi compaiono sopra sono illeggibili, le scritte incomprensibili. Come gli annunci, del resto, che vengono diffusi a un volume troppo basso da altoparlanti ormai vecchi, e comunque inadeguati per un luogo all'aperto e che di certo non si distingue per quiete e silenzio.
Da tempo, ormai, l’ambiente di Principe non si segnala nemmeno per la bontà delle frequentazioni che lo contraddistinguono, soprattutto quando sulla stazione genovese cala il buio: «Qualche sera fa ho assistito a una rissa fra due ubriachi, che bivaccavano nei pressi del chiosco di fronte all’atrio d’ingresso - racconta un passante - E' intervenuta la polizia ferroviaria: decisamente non un bello spettacolo, soprattutto per chi arriva qui da fuori».
Ma a scontentare i viaggiatori c’è anche la crescente difficoltà nell'acquisto dei biglietti: «Quante persone passano da qui ogni giorno? - si chiede polemico un ragazzo in coda alla biglietteria automatica - Migliaia: eppure gli sportelli aperti sono troppo pochi, e comunque sempre affollatissimi». E le macchinette self-service? Le operazioni per comprare in questo modo i biglietti sono abbastanza lente, e di biglietterie automatiche ce ne sono quattro in tutta la stazione. Due, sono abilitate al solo pagamento tramite carta di credito.
Ma non ci sono soltanto le lamentele quotidiane dei pendolari comuni, a testimoniare l'inadeguatezza di Principe. La stazione che, in quanto a traffico di treni e passeggeri, in Liguria è seconda sola a quella di Brignole, nelle ultime settimane è balzata agli onori delle cronache nazionali compiendo una vera e propria impresa: per i suoi disservizi, è riuscita a far piagnucolare d'indignazione e a far perdere il sorriso anche a Sbirulino. Infatti, c'è voluta una lettera pubblicata sulla prima pagina del «Corriere della Sera» e scritta dalla soubrette Sandra Mondaini, che in passato interpretava proprio questo celebre clown, per denunciare come la stazione genovese, quanto a fruibilità, sia decisamente carente: «Provenivo da Diano Marina, e a Genova dovevo cambiare treno e salire su quello per Milano - scrive la Mondani - L'impresa, sulla carta davvero elementare, a Genova Principe si è rivelata al di sopra delle mie possibilità».
E' soprattutto per le categorie dei disabili e degli anziani, difatti, che la stazione di Principe risulta davvero inaccessibile. Sulle scale mobili, le regole impongono di non caricare valigie e bagagli: cioè, proprio quei pesi che per gli anziani sono più difficili da trasportare. Non va meglio ai disabili: tutti i binari sono sì dotati di servoscala, ma per usufruirne è necessario contattare un numero di telefono, per giunta a pagamento. E comunque, come denuncia Marco Scagliarini, esperto di problematiche connesse alla disabilità della cooperativa genovese «La Cruna», «solo le persone disabili "ruotanti" (cioè in carrozzina, ndr) possono accedere ai binari facendo uso della moderna tecnologia dei servoscala, il cui utilizzo assistito risulta tra l'altro assolutamente poco discreto agli occhi degli altri viaggiatori. Le altre persone con disabilità motoria, infatti, non possono accedere in questa stazione, perché è priva di ascensori.
Alt: qualche ascensore a Principe c'è. Che poi (come per il monitor della sala d’attesa, del resto), questo non sia funzionante - ed è il caso di quello che porta ai binari sotterranei - è un altro discorso.
( 2 - continua)