"Passeggiata antifascista". Ultima scusa dei compagni per imbrattare il quartiere

Il corteo degli antagonisti. La manifestazione di centri sociali e collettivi. Scritte sui muri per "ridare vita a Lambrate". <strong><a href="/video/passeggiata_antifascista_imbrattare_milano/id=antifascisti_lambrate" target="_blank">Guarda il video</a></strong>

Una «passeggiata antifascista» per le strade di Lambrate. La chiamano così e sembrerebbe una cosa innocua. Ma nella «neolingua» movimentista, la «passeggiata antifascista» prevede l’imbrattamento, l’affissione abusiva sui muri di manifesti e volantini più o meno farneticanti, l’uso di bombolette spray.
È successo due giorni fa a Lambrate. L’obiettivo della manifestazione era - l’annuncio dei promotori - «ridare vita al quartiere». Così almeno si legge nel profilo on line del «Collettivo autonomo Virgilio», che reca il simbolo di una «Azione antifascista». Ma cosa avrebbe ucciso il quartiere secondo loro? I fascisti, ovviamente, quelli che - sempre secondo il collettivo - «armati di rulli e vernice nera hanno cancellato tutte le scritte e i murales che c’erano sotto al ponte di Lambrate». Dunque la guerra fra fantomatici fascisti e sedicenti antifascisti, nella Milano nel 2011, si combatterebbe sui muri della zona. A farne le spese, letteralmente, gli abitanti del quartiere, che anche sabato hanno assistito increduli e impotenti a questa nuova dimostrazione di prepotenza e disprezzo delle regole di convivenza e rispetto. «Torneremo - annunciavano nel loro profilo gli antifascisti - ad attraversare le vie del nostro quartiere per ridargli vita, ricolorare i suoi muri grigi, sporchi di un nero che a milano non possiamo più accettare. Faremo una passeggiata antifascista nel nostro quartiere ormai da troppo tempo abbandonato a violenze verbali, scritte e minacce sotto le scuole da parte di fascisti che girano impuniti per le vie senza incontrare nessun ostacolo». E poi largo al solito vaneggiamento sul «bisogno di spazi sociali dove poter conoscere e insegnare una cultura libera da ogni controllo, dove poter organizzare attività per chi vive il quartiere» e sull’intenzione di creare «uno spazio pubblico culturale aperto a tutti, solidale, antirazzista e antifascista dove chiunque abbia progetti o idee che vuole realizzare possa avere lo spazio per condividerle con tutti».
Dopo il corteo, il resoconto è stato pubblicato sul sito «Milano in movimento», con una serie di fotografie piuttosto esplicite. «Non capisco - commenta Federico Santoro, consigliere di Zona 3 - come si sia permesso a pochi ragazzi male-organizzati, di poter fare una manifestazione non autorizzata per le vie di Milano con tanto di scritte e affissioni abusive sui muri, tra gli sguardi stupiti dei cittadini del quartiere. Questo è il nuovo vento di Pisapia? Bene, allora la sua giunta paghi la pulizia dei muri e del sottopasso di Lambrate». «Spero - aggiunge il collega Gianluca Boari - che le forze dell’ordine identifichino i responsabili e che vengano puniti, magari costringendoli a ripulire i muri o a effettuare lavori socialmente utili che meglio facciano comprendere loro il valore della cosa pubblica. Dal sindaco ci attendiamo una seria presa di posizione a condanna dei fatti».