La passeggiata dell’assessore? Lontana dalla baraccopoli rom

Mentre l’assessore alle Politiche sociali sfila
in piazza XXV Aprile e in via Sarpi, incontra le associazioni e stringe
le mani ai cittadini, a due passi da lui c’è una baraccopoli che continua a
proliferare. I rom hanno trasformato l'area disabitata ai piedi di Porta Volta in una
discarica a cielo aperto e il tunnel sotto il grattacielo in costruzione
davanti alla Stazione Garibaldi, in un posto "sicuro" dove dormire.
Eppure nel tour Majorino ha evitato accuratamente di
affrontare questi problemi.

Mentre l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino sfila in piazza XXV Aprile e in via Sarpi, incontra le associazioni e stringe le mani ai cittadini, a due passi da lui c’è una baraccopoli che, non lontano dalle discoteche e dalle boutique di corso Como, continua a proliferare. Da mesi, infatti, i rom hanno preso d’assalto l’intero quartiere trasformando l'area disabitata ai piedi di Porta Volta in una discarica a cielo aperto e il tunnel sotto il grattacielo in costruzione davanti alla Stazione Garibaldi, in un posto «sicuro» dove dormire. Eppure nel tour di ieri pomeriggio Majorino ha evitato accuratamente di affrontare questi problemi.
Ad agosto il Giornale aveva già lanciato l’allarme. Con l’avvento della giunta guidata dal sindaco Giuliano Pisapia, i rom che prima venivano regolarmente sgomberati dalla polizia municipale sono aumentati a dismisura. Se l’anno scorso i cittadini dovevano sopportare la presenza di tre o quattro famiglie che vivevano stabilmente nell’area lasciata libera dall’abbattimento dello storico autolavaggio di Porta Volta, adesso si contano diverse decine di nomadi. La situazione è diventata insostenibile. Bottiglie di birra in frantumi, escrementi, avanzi di cibo in putrefazione e abiti dismessi: a Majorino sarebbe bastato uscire dalla passeggiata organizzata solo per fare bella figura e si sarebbe accorto che la situazione è fuori controllo. Avrebbe visto, insomma, che il quartiere è stato lasciato a se stesso. Non solo da mesi i residenti attendono che i vigili vengano a rimuovere le baracche di cartone dentro alle quali trovano riparo i nomadi, ma chiedono anche con insistenza che i netturbini riprendano a pulire le strade e liberarli dalla pattumiera che viene abbandonata dove capita. Se di giorno i rom fanno la spola tra la stazione Garibaldi e i semafori che smistano le auto di passaggio davanti al cimitero Monumentale, di notte prendono possesso di ogni angolo dimenticato dall’amministrazione comunale.
Ecco la favela che, nel tour di ieri pomeriggio, Majorino ha finto di non vedere. Una baraccopoli destinata a degenerare ogni giorno di più finché un fatto di cronaca nera andrà a riempire le pagine dei quotidiani. Solo allora Palazzo Marino si occuperà - forse - dei veri problemi dei milanesi. Ai residenti che, nei mesi scorsi, hanno telefonato alla polizia municipale per denunciare il proprio disagio è stato risposto che la segnalazione era già stata fatta. Fatta ma lasciata inevasa.