Passeggiate e pranzi: ecco la «Mangialonga»

Domani a Labro, paese di pietra situato nella provincia di Rieti, sarà la volta delle «passeggiate golose» con la Mangialonga. La manifestazione prevede una passeggiata nel territorio comunale di Labro, con tappe a sfondo gastronomico lungo tutto il percorso. Al termine della camminata, nel torrione del paese medievale, sarà servito un pranzo a base di prodotti tipici durante il quale verrà illustrata la storia di Labro. Non mancheranno le arrampicate, la musica e il tiro con l’arco. La struttura portante del paese si apre seguendo il corso del sole, mentre l’abitato degrada dalla sommità del colle per fasce ben delimitate. La prima, più antica, è quella del castello e della torre, voluti dalla famiglia De’ Nobili, e fortemente orientata verso Est. Quindi s’incontra la fascia dei palazzi nobiliari, cui segue la fascia delle case dove abita la gente comune. Questi tre percorsi principali, uniti fra loro da percorsi secondari, scavati nella roccia, sono la spiegazione della genesi storico-sociale di Labro: questa fisionomia, disegnata dalla esigenze del tempo, è passata indenne attraverso la storia, per arrivare intatta ai giorni nostri. Il paese si adagia, con la sua forma a ventaglio, su un colle che si affaccia sulla valle del Fuscello e sul lago di Piediluco mentre alle spalle è dominato dalla catena del Terminillo. Il turista, girando a piedi nelle tortuose stradine di Labro, potrà godere di questi paesaggi lacuali e montuosi da finestre che improvvisamente si aprono tra le abitazioni di pietra e dal belvedere posto sulla sommità del paese. Il panorama è davvero ampio: i monti innevati del gruppo del Terminillo ad Est, il lago di Piediluco ad Ovest e, infine, la strada statale che si inerpica per Leonessa, Cascia e Norcia. Le antiche case e i nobili palazzi sono stati ristrutturati negli ultimi anni dall’architetto Ivan Van Mossevelde, per merito del quale l’inconfondibile struttura del paese si staglia nuovamente, nitida, nell’azzurro, con i suoi originali contorni. Sopravvissuta e restituita intatta dopo tante calamità, merita di essere conosciuta perchè rappresenta una rara testimonianza dell’indole e del paesaggio degli italiani.