Le «passeggiate romane» della Campanozzi celebrano il connubio tra esercito e arte

La simbiosi ideale fra l’Esercito e l’Arte, che si è creata da alcuni anni nella zona museale di Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, dove sono presenti i musei militari della Fanteria e dei Granatieri di Sardegna, continua anche quest’anno. Dopo il successo riscosso con l’originale realizzazione teatrale dal titolo «L’ingegner Gadda va alla guerra», che ha visto il bravo Fabrizio Gifuni interpretare un testo, da lui ideato, fra i cimeli della Grande guerra conservati nelle sale del museo della Fanteria, ora è la volta di una personale di pittura di Carolina Campanozzi. L’artista arriva a questa personale grazie al concorso della struttura militare, dopo un’intensa partecipazione a vari eventi artistici, svolti anche in ambito internazionale, nei quali le sono stati tributati importanti riconoscimenti. Le opere esposte, attraverso un percorso ideale tracciato dall’uso sapiente della luce e del colore, sembrano voler descrivere le emozioni più intense, restate impresse nella sua memoria, dopo averle vissute, in massima parte, durante le passeggiate romane. I ricordi e le sensazioni, rielaborati estraniandosi dalla realtà contingente, si concretizzano sulla tela in immagini che, in alcuni momenti, si rifanno alla pittura metafisica, in altri rivelano, pur nel rispetto delle forme, contenuti di accentuato astrattismo: tutte espressioni di quella che, nel complesso, potremmo definire una pittura di tipo intimista. Cosa questa che viene percepita anche dagli osservatori meno attenti. La mostra resterà aperta fino al 18 novembre, con esclusione delle giornate di sabato e domenica, con ingresso libero dalle ore 9 alle ore 16.