Passera deve chiudere entro ottobre

Ma le Fondazioni puntano ad allungare i tempi. Oggi il vertice Agricole-Cariparma

Massimo Restelli

da Milano

Malgrado la trattativa per consegnare Cariparma al Crédit Agricole sia vicina alla conclusione (oggi è previsto un summit a Parma con i francesi), i grandi soci del Sanpaolo continuano il tiro alla fune per ottenere una revisione del concambio con Banca Intesa. Alla netta contrarietà espressa dal Santander anche in occasione del consiglio di amministrazione, si vanno infatti aggiungendo i segnali lanciati dalle fondazioni presenti nel capitale dell’istituto presieduto da Enrico Salza.
In attesa del parere di «congruità» stilato dagli advisor, in discussione c’è la stessa tempistica fissata dall’amministratore delegato Corrado Passera che punterebbe a ottenere il via libera dei consigli di amministrazione e a depositare il dossier in Bankitalia entro il 12/13 ottobre prossimi. Troppo presto, lasciano intendere alcuni soci di Torino. Ma violare questo termine, in base al Testo Unico della Finanza e alle normative Consob, potrebbe tradursi nella necessità di aggiornare la documentazione della fusione per tenere conto dei risultati di fine settembre delle due banche. Abbastanza, sebbene non ci sia un impatto diretto sulla determinazione dei concambi, per scommettere che la «revisione» potrebbe tradursi in una carta da giocare da parte del Santander e degli Enti per aumentare il proprio ritorno economico. Da qui la difesa del progetto di quotazione di Eurizon: a partire dalla Compagnia di Sanpaolo, il cui presidente Franzo Grande Stevens è anche legato da rapporti di parentela con Mario Greco (quest’ultimo è nipote dell’avvocato della famiglia Agnelli). Non è un mistero, infatti, che secondo gli spagnoli il Sanpaolo sarebbe stato sottovalutato da Ca’ de Sass rispetto alle prospettive del piano predisposto dal direttore generale Pietro Modiano. Idea in parte condivisa dalle Fondazioni anche sulla base di uno studio formulato lo scorso 29 agosto da Merrill Lynch: 26 pagine dove la casa di analisi ipotizza un concambio di 3,8 azioni Intesa per ogni azione Sanpaolo (3,115 il livello prefissato dai due consigli di amministrazione).
Piazza Affari scommette da tempo su un ritocco ma molto dipenderà dall’evolversi della situazione a Parma, dove oggi è previsto un incontro tra l’Agricole e la Fondazione Cariparma: sul tavolo lo scorporo della banca omonima a favore di Parigi, cui verrebbero consegnati anche la metà dei 600 sportelli che San-Intesa dovrà cedere per limiti Antitrust. «I colloqui proseguono in modo positivo» ha detto il presidente Carlo Gabbi dopo due ore di colloquio con Passera (che a breve tornerà a confrontarsi con l’Agricole) sottolineando la «volontà di raggiungere un obiettivo comune». L’Ente rimarrebbe comunque nell’azionariato di Cariparma che potrebbe poi essere quotata in Borsa.