Passera: "Faremoun decreto al meseper le liberalizzazioni"

Il ministro dello Sviluppo economico nega che il governo voglia fare una manovra bis. E preannuncia la "fase due". Piano di liberalizzazioni su gas, energia, trasporti e professioni. <strong>INTERVISTA <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/il_governo_eviti_furie_ideologiche/08-0... target="_blank">L'ex ministro Romani: "Il governo eviti furie ideologiche"</a></strong>

Dopo la stangata che ha colpito gli italiani, assecondando le richieste pressanti dell'Europa e dei mercati, il governo vuole imprimere una robusta sferzata all'economia, per accelerare l'uscita dalla crisi e ridare slancio al Paese. Perché una cosa è chiara: non ci possiamo salvare solo "spremendo" gli italiani. Senza la necessaria crescita economica non si va da nessuna parte. L'impresa non è facile, tenendo conto anche del fatto che l'emergenza finanziaria non è finita. Con Monti impegnato nel tour europeo - salvo la parentesi italiana di ieri, a Reggio Emilia, in cui ha bacchettato gli evasori - a dettare l'agenda politica del governo è il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera. In un'intervista al Corriere della Sera ribadisce che "l’emergenza non è finita. Il peggio è passato: abbiamo corso davvero il rischio della Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però un progetto di rilancio del Paese è stato avviato con determinazione".

Liberalizzazione, un decreto al mese

Passera descrive con dovizia di particolari i prossimi interventi del suo dicastero e sottolinea l’attenzione al problema occupazionale, che interessa almeno sei milioni di persone. "La politica deve misurarsi in termini di posti di lavoro creati, non solo di Pil e di equilibrio dei conti". Per le imprese il ministro annuncia che sarà "saldato lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso", mentre sulle liberalizzazioni è pronto a varare anche più di un decreto al mese, "non solo sulle liberalizzazioni ma su tutti i temi della crescita". "Per questo procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti, professioni".

Le banche italiane? Sono forti

Da ex banchiere il ministro si sofferma anche sul ruolo degli istituti di credito italiani. Passera riconosce che "quando l’economia reale va male, ne risentono" ma "ciò non toglie che siano banche strutturalmente sane e forti". Il tessuto industriale dell’Italia si fonda "su una base di aziende che tiene su l’Italia. Sono le aziende che fanno il 30% del Pil grazie alle loro esportazioni - rileva Passera - grazie a loro, l’Italia non perde quote del commercio internazionale. Dobbiamo fare di tutto per aiutare queste aziende".

Niente nuove tasse agli italiani

Per finanziare tutti i provvedimenti annunciati Passera esclude che si farà ricorso a nuove tasse. "Quel che c’era da fare è stato fatto", le risorse si troveranno riducendo i "costi degli apparati pubblici". Sul mercato del lavoro, il ministro riconosce che va "migliorata la flessibilità in entrata e resa più logica la flessibilità in uscita", quindi "servono contratti più chiari, più responsabilizzanti per le aziende". "Dobbiamo ridurre l’abuso del precariato - aggiunge - valorizzare il contratto di apprendistato, liberare una generazione dalla condanna a sottolavori senza prospettive".

Frequenze tv? Non più gratis

Il ministro dello Sviluppo economico conferma che il governo bloccherà le concessioni gratuite delle frequenze tv: "Confermo che non vedo ragioni per andare avanti con le concessioni gratuite, per regalare questi beni pubblici nel nuovo contesto tecnologico e di mercato. Trasformeremo la questione - ribadisce - in un’opportunità per ammodernare il sistema di telecomunicazioni".

Evasione scandalosamente diffusa

Non poteva mancare, da parte di Passera, un commento sulle polemiche di questi ultimi giorni, sui controlli fiscali a tappeto fatti dall'Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza nelle più rinomate località turistiche frequentate dai vip, Cortina d'Ampezzo in primis. Il ministro non ha dubbi: "L’evasione in Italia è scandalosamente diffusa. È giusto combatterla. Per potere in prospettiva abbassare le tasse, famiglie e imprese oneste ne pagano troppe, dobbiamo far pagare tutti".