Passera: «Per Intesa obiettivi difficili ma li centreremo»

Dopo Unicredit, l’epidemia dei mutui contagia anche Intesa Sanpaolo costretta ad «accontentarsi» nel primo trimestre di 1,7 miliardi di profitti, meno della metà dei 4 miliardi toccati un anno prima. A pesare sui conti sono stati anche gli oneri dell’annessione di Torino (444 milioni contro i 22 di inizio 2007) e il venir meno della vendita miliardaria al Credit Agricole del pacchetto Cariparma-Friuladria, ma l’ad Corrado Passera ha confermato il cammino strategico della superbanca (+34% l’utile senza le componenti non ricorrenti): «Gli obiettivi sono difficili ma raggiungibili». Una rassicurazione importante per la comunità finanziaria, già impegnata a decifrare le voci di uscita dall’Agricole, in piena crisi, dal capitale di Intesa. Ieri il titolo ha chiuso a 4,5 euro (+0,34%). Intesa prevede un ritrovato vigore dei ricavi (4,64 miliardi a marzo), mentre i risultati sono «in linea con le nostre aspettative a dispetto del difficile momento del trading e dei costi di integrazione», ha notato Passera. Pronto a promettere che le cessioni di partecipazioni non strategiche saranno «più elevate» rispetto a quanto indicato nel piano industriale.