Passera punta sulla Polonia e riapre la corsa verso Est

Delle grandi banche italiane, solo Unicredit è oggi presente in Polonia, il Paese più popoloso ed economicamente dinamico dell’Europa dell’Est, dove è significativa anche la presenza dell’industria italiana. Si tratta di un bacino giudicato «interessante» anche da Intesa Sanpaolo, che già l’estate scorsa aveva provato a farvi ingresso puntando all’acquisizione della banca Zachodni di Varsavia, poi sfumata perchè il prezzo chiesto dal venditore irlandese Aib, è stato ritenuto troppo caro (la banca è poi finita al Santander per 2,94 miliardi di euro).
Adesso Corrado Passera ci riprova: il suo gruppo è uno dei 5 europei che ha presentato un’offerta preliminare per la Polbank, la controllata polacca dell’istituto greco Efg Eurobank. In gara ci sarebbe anche Bnp-Paribas. Polbank, che ha sede a Varsavia, dispone di 344 filiali che ne fanno per dimensioni l’ottavo istituto polacco con una quota del 4,5% negli impieghi e del 2,5% nella raccolta e un patrimonio di 400 milioni che rappresenta anche la soglia sopra la quale Efg Eurobank (che ha messo in vendita il 50-75%) intende collocare il prezzo della cessione; si tratterà quindi di un boccone meno impegnativo della Zachodni.
Intesa è già ben presente in vari Paesi della Nuova Europa, ma non in Polonia, da tutti ritenuto il più significativo per una banca. Ha 32 filiali in Albania, 54 in Bosnia Erzegovina, 218 in Croazia, 109 in Romania, 206 in Serbia, 246 nella Repubblica Ceca e in Slovacchia, 54 in Slovenia, 449 in Ucraina, 152 in Ungheria, cui si può aggiungere la presenza di 79 filiali in Russia. La Polonia andrebbe ad arricchire il business in Paesi a crescita più elevata rispetto ai mercati maturi della «vecchia» Europa, e ad aumentare l’assistenza offerta ai nostri imprenditori all’estero. L’operazione ha tempi piuttosto stretti: entro l’11 novembre a Varsavia sono attese le offerte vincolanti (è in corso la due diligence, il 9 è si riunirà il consiglio di gestione), e l’operazione dovrebbe concludersi entro l’anno.
L’apertura del dossier conferma il rinnovato attivismo di Intesa sul fronte delle acquisizioni, seppure di taglia medio-piccola. Dopo aver sfilato la Banca Monte di Parma alla Bpm di Milano, il gruppo è in corsa anche per Banca Sara, con cui la controllata Fideuram ha già siglato una lettera di intenti. Altra osservazione: in questa fase successiva alla crisi acuta, il mercato delle acquisizioni - grazie anche a prezzi non paragonabili a quelli pre-crisi - ricomincia a muoversi, e in un’ottica fortemente internazionale, a giudicare almeno da quanti gruppi siano stati e siano coinvolti nelle ultime operazioni.