Passera su Alitalia: previsioni premature ma l’impegno è forte

Marcello Zacchè

da Milano e New York

Il gruppo di lavoro di Intesa Sanpaolo, dopo aver ricevuto l’incarico di advisor, ha avviato «la disamina delle principali aree di business di Alitalia e la considerazione delle varie alternative che si prospettano». Lo ha confermato ieri il cda della compagnia, lasciando intendere indirettamente che sono ancora aperte tutte le possibilità, commissariamento compreso: gli analisti sono al lavoro, sotto la guida di Gaetano Miccichè, e il loro compito immediato è proprio quello di riconoscere la strada da imboccare. La squadra di Alitalia è guidata da Luigi Conforti, avvocato e responsabile degli affari legali.
Già alla fine di questa o all’inizio della prossima settimana potrebbe esserci una prima presa d’atto interna a Intesa; la soluzione da tracciare ha comunque un termine, l’assemblea di fine giugno entro la quale - come ha indicato il presidente di Intesa, Giovanni Bazoli - il futuro di Alitalia avrà assunto una propria fisionomia. Se le cose, come il fortissimo mandato politico lascia intendere, andranno avanti, la stessa Intesa Sanpaolo provvederà a elaborare un dettagliato piano industriale che impegnerà l’estate; per Intesa e per il suo ad, Corrado Passera, si tratta di una partita molto importante, o meglio, della più importante sul tappeto.
Ieri, in una New York torrida, fuori dall’istituto italiano di cultura in Park avenue, lo stesso Passera ha ribadito alcuni concetti chiave: «Stiamo guardando tutto ma è prematura - ha detto - qualunque previsione. Siamo advisor di un’azienda in grande difficoltà. C’impegneremo a fondo, ne vale la pena». Non dà una mano alle prospettive di risanamento il caro carburante, che sta mettendo in ginocchio tutto il trasporto aereo.
Ieri il cda di Alitalia, in una nota, ha spiegato che il calo dei passeggeri emerso in aprile (1,555 milioni, meno 25,9% sull’aprile dello scorso anno) è legato alla riduzione del network, passato da due hub a uno solo. Il crollo dei passeggeri è stato provocato anche dalla caduta di prenotazioni (meno 20%) seguita alla rottura delle trattative con Air France. Lo spostamento del traffico da Malpensa a Fiumicino ha fatto crescere quest’ultimo del 24,9% in aprile e del 32,4% in maggio. La compagnia osserva comunque che nelle ultime settimane si è assistito a un trend di ripresa delle prenotazioni e che l’obiettivo strategico non è più il riempimento degli aerei (il load factor è sceso di 9,7 punti), ma la concentrazione sulle rotte più remunerative.
Per oggi sono attesi, in parallelo, il voto sul decreto del prestito ponte e l’avvio, sullo stesso, dell’indagine da parte dell’Ue.