Passera tiene ferma la barra del dividendo Intesa meglio dei Btp

Il dividendo di Intesa Sanpaolo quest’anno sarà «in linea con quello del 2010». Il ceo del gruppo bancario, Corrado Passera, lo ha ribadito anche ieri confermando che «gli obiettivi del piano restano validi», nonostante il crollo delle quotazioni a Piazza Affari conseguente alla crisi del debito sovrano dell’Eurozona.
«Nel primo semestre abbiamo messo da parte ciò che serve «pro rata» per pagare gli stessi dividendi unitari dell’anno scorso», ha aggiunto evidenziando che la cedola (0,08 euro per le ordinarie e 0,091 per le risparmio) «all’attuale prezzo di Borsa è un fior di rendimento». Considerato che il 2,8% perduto ieri ha portato le quotazioni a 1,022 euro, un dividendo invariato attualmente garantirebbe il 7,82%, cioè quasi tre punti in più di un Btp. con un payout del 40% sugli stessi livelli di Eni. Non è poco, anzi.
Passera ieri ha presentato la nuova iniziativa commerciale dell’istituto: i flagship store «Superflash», undici nuove filiali con apertura pomeridiana (13.30-19) dedicate espressamente a un target giovane, una realizzazione prevista dal nuovo piano industriale e curata dal direttore generale Marco Morelli. Con un po’ di sarcasmo «politico» il ceo ha rimarcato che Intesa «a differenza del nostro Paese ha un piano, un forte progetto di crescita» e «ha messo da parte le risorse per fare investimenti». Un percorso innovativo «che al momento non ha eguali nel panorama bancario italiano ed europeo», ha chiosato Morelli, che è anche responsabile della Banca dei Territori.
Un’altra buona notizia per l’ad è giunta dal Veneto: il consiglio della Fondazione Cariparo (che ha il 4,8% della banca) ha confermato la fiducia nei vertici dell’istituto e, soprattutto, il piano di erogazioni da 150 milioni per il triennio 2010-2012. Un endorsement non da poco, considerato che un altro ente veneto, la trevigiana Fondazione Cassamarca chiuderà i rubinetti in previsione dell’aumento Unicredit.
Passera non ha voluto sbilanciarsi sulla partita Edison, anche se il coinvolgimento di Ca’ de Sass nel riassetto di Edipower è quasi sicuro. Come ha confermato Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e primo azionista di Intesa Sanpaolo. «È l’advisor storico e starà gestendo il dossier», ha dichiarato. Il numero uno dell’Acri ha escluso un ruolo per il Fondo strategico italiano, recentemente lanciato dalla Cdp. Si tratterà di un fondo «molto operativo che investirà in settori tecnologici avanzati ed è stato appena preso un amministratore delegato (l’ex Jp Morgan, Maurizio Tamagnini) che ha un curriculum di tutto rispetto e si mette al servizio del Paese», ha spiegato Guzzetti presentando un accordo da 2 milioni con la francese Agropolis per la ricerca nel settore risicolo.