In passerella la «fashion-couture» tutta italiana

Modelli d’alta moda al costo del prêt-à-porter: la nuova sfida delle grandi firme in scena questa sera a Palazzo Valentini

da Roma

Una nuova sfida per il made in Italy: la fashion-couture. Ovvero, abiti realizzati negli atelier d’alta moda ma su taglia, anziché su misura, e quindi riproducibili in serie, sia pure limitata: in produzione vanno dai 60 ai 200 pezzi, tutti realizzati a mano secondo le regole della haute-couture ma con lo stesso costo del prêt-à-porter realizzato industrialmente. Un’idea che non ha concorrenti - nemmeno, per una volta, l’eterna rivale Francia -, nata dalla creatività di Ferdinando Berni e Gianluca Parreschi, che presenteranno il loro progetto questa sera (dopo il rinvio per lutto cittadino venerdì scorso), nella splendida corte cinquecentesca di Palazzo Valentini, ospiti del presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra.
La serata, presentata da Ilaria Spada e Jonis Bascir, è anche un evento, con 400 invitati. Protagoniste le collezioni primavera-estate 2006 di fashion-couture, firmate da Fausto Sarli, Chiara Boni, Raffaella Curiel, Franco Ciambella, Michele Miglionico, Gianni Calignano e Renato Balestra, che saranno presentate in anteprima a 18 rappresentanti dei più importanti department stores del mondo. Ci saranno gli americani (Neiman Marcus, Saks Fifth Avenue, Nordstrom, Bergdorf e Goodman), i francesi di Gallerie La Fayette, gli spagnoli di El Corte Ingles, i giapponesi di Takashimaya e Isetan, gli australiani di David Jones e Meier, i coreani di Chp, e ancora dall’Estremo Oriente i rappresentanti di Li Fung, Crafford da Hong Kong, Al Fathina dagli Emirati e Saks Paesi Arabi. Saranno rappresentate, naturalmente, anche le boutique italiane più di tendenza: Giò Moretti da Milano, Davide Cenci di Roma ed Eddy Monetti di Napoli.
«All’estero, Roma è percepita ancora come la città della Dolce vita - spiega Ferdinando Berni -. Ecco perché abbiamo invitato qui i buyer che possono decretare il successo di questo nuovo prodotto, molto diverso dall’alta moda, anche perché presentato con una stagione di anticipo. Non solo: a differenza del prêt-a-porter, spesso troppo caro in rapporto al valore reale dell’abito, la fashion-couture ha un rapporto qualità-prezzo interessante ed è più esclusiva, essendo prodotta in serie limitata».