«In passerella non c’è razzismo»

Lo stilista: «È sbagliato usare il mondo della moda per sostenere tesi politiche»

da Roma

Renato Balestra farebbe una sfilata di tutte modelle nere per lanciare un messaggio come quello di Franca Sozzani?
«No, non la farei. Perché preferire le nere? Mi sembra un’esagerazione. E poi la moda non è fatta per sostenere tesi politiche».
La direttrice di Vogue Italia accusa gli stilisti di discriminare.
«Non vedo niente di questo, né qui né all’estero. Anzi, qualche anno fa c’è stato un momento in cui le modelle nere erano ricercatissime e forse c’è stata un po’ d’inflazione. Anche in Italia abbiamo visto il boom delle nere, con gambe lunghissime e incedere sensuale, a grandi falcate. Può darsi che questa tendenza abbia portato un po’ di saturazione e che ora si torni ad una percentuale più bassa sulle passerelle».
Ma non c’è razzismo?
«No, non ne parlerei proprio. Il mondo della moda è fatto anche di provocazioni, ma la verità è che se nascesse una nuova Naomi Campbell io e tutti gli altri l’accoglieremmo a braccia aperte. E oggi ci sono tante modelle di colore che hanno grande successo. Non sarà che è di moda quest’argomento perché un certo Obama corre per la Casa Bianca?».
O perché in Italia ha vinto la Lega che per l’Independent è xenofoba?
«Ma per piacere.Farne una questione politica mi sembra ridicolo. Io scelgo una modella perché è bella, indipendentemente dal colore della pelle, per come sa camminare e anche per gli abiti che deve indossare: se creo una collezione dalle linee e dai toni delicati la interpreta meglio una bionda che una bruna più aggressiva e con caratteristiche più marcate. Questo è quello che conta».
Però, quando le capita una bella modella nera...
«La prendo, certo. Le ho fatte sfilare tante volte. Ne ho 3 per la sfilata che farò presto a Washington per la Settimana del Polo. E molti miei modelli vengono pubblicati da Ebony, la rivista americana dedicata alla cultura afroamericana. Ma, ad esempio, una nerissima e dai tratti particolari come la sudanese Alek Wek, che pure è diventata una top, non interpreta il mio tipo di donna. Non sarò mica tacciato di razzismo per questo!».
Però attenzione, perché la Sozzani dice che le modelle nere non vengono impiegate abbastanza...
«Datemi delle bellissime nere e le farò sfilare. Ma non creiamo problemi dove non ci sono».