IN PASSERELLA

Erano gli anni del glamour, degli eccessi, delle Bibbie patinate. Furono loro, gli '80 e i '90, a coniare il termine Top model, perché dire modelle non rendeva l'idea: fisici mozzafiato, mostri di bellezza e di capricci ma anche di bravura, un fascino pari a quello delle dive di Hollywood. Elle Macpherson (The Body), Carol Alt (The Face), Naomi Campbell (la Venere Nera), Christy Turlington, Linda Evangelista, Eva Herzigova, Helena Christensen, Claudia Schiffer, Cindy Crawford facevano parte del dream team di muse in un'epoca d'oro. Anche per questo la moda continua a coinvolgerle, dedicando a queste splendide ultra quarantenni cover e campagne pubblicitarie: tra le ultime per la Primavera/Estate, Yasmin le Bon per Moschino, Helena Christensen per Caractère e, con Nadja Auermann, per la linea di occhiali Crystal Collection di Silhouette. Consapevoli che la sola bellezza non porti lontano, le ex top hanno saputo «riciclarsi» (Helena è fotografa, Cindy possiede una casa di produzione...), dedicarsi a opere benefiche, alla famiglia (la Herzigova in questi giorni avrà il suo secondo figlio), continuando a tenere d'occhio il fashion business. È stata la BB tedesca a dichiarare che le supermodel non esistono più, indicando come sua unica erede Gisèle Bundchen.
Oltre a lei, il nuovo millennio ha incoronato il fenomeno Kate Moss, la bad girl più pagata del pianeta, le italiane Maria Carla Boscono e Bianca Balti (che Lagerfeld ha voluto nel mitico Cal 2011), Laetizia Casta, Aygness Deyn, Freja Beha Erichsen, Isabeli Fontana, Natalia Vodianova, Raquel Zimmermann, e, tra le ultime arrivate, Daria Werbowy, Coco Rocha, Elisa Sednaoui (volto della campagna Giorgio Armani). Fisici androgini, bellezza non esuberante: se sulle passerelle tendono (quasi) a confondersi, la grinta di quelle che fanno la differenza emerge nelle campagne advertising. I talent scout delle migliori agenzie non si scoraggiano e, tra miriadi di meteore, a volte scovano volti più promettenti, come quello di Josefien Rodermans, 18 anni, olandese, che debutterà in esclusiva per Prada. L'agenzia di Milano a cui fa capo, la «Women Management» di Piero Piazzi, punta anche sulla brasiliana Aline Zanella e su Jefi Mija Jokic, sedici anni, serbo-canadese. Sulla bellezza eterea dell'australiana Dempsey Steward scommettono da «Why Not». Cornelia Tat è la scelta dei bookers di «Boom Agency»: "solo" 1 metro e 76 ma un carisma intuito da Diesel, che l'ha voluta per la sua campagna. L'unica italiana per cui fare il tifo è Anna Zeta: bionda, futuro ingegnere, ballerina classica, ha vinto una borsa di studio per il Bolshoi. Se non è personalità questa...