IL PASSERO

Quando abbiamo iniziato l’inchiesta sul Terzo Valico, temevo che si trattasse di un argomento troppo alto, troppo specialistico, troppo da iniziati. E invece. Invece, ci avete sorpresi un’altra volta: telefonandoci, scrivendo, partecipando. Capendo che questa storia - per tecnica e difficile che sia - è comunque la storia, quella da cui dipende il futuro di Genova e della Liguria. Il futuro nostro e dei nostri figli. Insomma, ancora una volta siete stati straordinari: capendo che qualità dell’informazione e qualità della vita vanno di pari passo e che parlare di Terzo Valico è molto più importante che parlare di maniaco dell’ascensore. Poi, certo, noi ce ne abbiamo messo del nostro. Affidando la pratica alla nostra Paola Setti che, quando si appassiona a un tema, non lo molla più. E, per l’occasione, si è trasformata in una tecnica di Finanziarie e di ferrovie, più monomaniacale del senatore azzurro Luigi Grillo che mangia Terzo Valico a colazione, pranzo, merenda e cena. Ormai, quando la vedo in redazione, giro al largo, prima di essere subissato di «tabelle F» della Finanziaria, bretelle, fori pilota e percorsi dei corridoi europei. Però, se domani Genova avrà un futuro, bisognerà ringraziare proprio i Grillo e le Setti. Uno che dimostra di averlo capito poco è il senatore diessino Graziano Mazzarello, che - appena sente parlare di Terzo Valico - parte a spiegare che a lui piacerebbe tanto, ma non ci sono i soldi. E interventi come il suo di sabato sul Secolo XIX non solo non portano a Milano in meno di un’ora. Ma non portano nemmeno a Pontedecimo. Uno che, invece, dimostra di averlo capito bene è il presidente della Regione Claudio Burlando, con cui restiamo in disaccordo sul merito, ma che ringraziamo moltissimo per la serietà e la prontezza con cui ha risposto alla nostra lettera aperta. Credo che quello di Burlando sia il modo migliore per discutere con un Giornale che pure è la sua vera opposizione. Molto più di quella istituzionale. Così come l’avevano capito prima il presidente della Provincia Alessandro Repetto, l’unico ad alzare la voce il giorno dello stop di Di Pietro, e l’europarlamentare diessina Marta Vincenzi. Ora, lo scarto deve arrivare proprio dall’opposizione. Da un centrodestra che - tranne ovviamente il Grillo parlante quasi monotematico e pochi casi isolati (Plinio, Rosso e Morgillo sono gli unici sempre presenti all’appello) - sembra essere assente sul tema. L’ha notato su queste pagine Giacomo Passero, sopraffino osservatore delle questioni infrastrutturali, che è quasi un pirata alla Johnny Depp nelle sue incursioni sui grandi temi del futuro di Genova e della Liguria: contemporaneamente corsaro, ma sempre dalla parte del bene. Un po’ come questo Giornale. Passero ha anche chiesto, finora invano, un intervento forte del presidente dell’Associazione Industriali Marco Bisagno - che ogni tanto sollecita il Terzo Valico, ma senza dar l’impressione di crederci troppo - e soprattutto dell’Autorità Portuale. Il presidente Giovanni Novi, spesso molto loquace, dovrebbe essere il primo a sollecitare le infrastrutture. E invece incredibilmente tace. Parli. E non lasci Passero solitario.