Passerotti suicidi in Regione

Con espressione un po’ cameratesca, il documento è già stato ribattezzato «gli uccelli di Cristina Morelli», là dove la rima è un di più. Lei, la capogruppo dei Verdi in Regione, non se n’è avuta a male. È ancora sotto shock, infatti, da quando ne ha visto uno schiantarsi sulla finestra del suo ufficio in via Fieschi e piombare giù, a terra stecchito con tanto di becco ammaccato. Ieri è entrata in consiglio regionale come una furia e l’unico che ha faticato a convincere è stato Francesco Bruzzone il capogruppo della Lega Nord, che da buon cacciatore da mesi fa la posta sotto le finestre della Regione in attesa che gli esemplari cittadini della fauna selvatica si suicidino fra via Fieschi e via D’Annunzio. Lo hanno votato tutti, quell’ordine del giorno che chiede pietà per gli sforunati volatili.
I distratti pennuti infatti svolazzano allegramente sui cieli del centro, ma troppo spesso si spiaccicano sulla sede della Regione, perché il cielo a un certo punto si fa specchio, e sul muso fa male. Scrive serissima Morelli che i palazzi «sono sprovvisti di strumenti per allertare i volatili circa la presenza di corpi di fabbrica», il tutto aggravato dal fatto che la «particolare struttura a vetri» rende «estremamente difficoltosa l’identificazione». Risultato: «Numerosi volatili, per la causa suesposta, sono stati rinvenuti privi di vita per l’avvenuto impatto con le mura e pareti finestrate degli uffici».
Così, «considerato che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale», ieri la Regione si è impegnata a incollare sulle vetrate una sagoma scura adesiva a forma di aquila che, spaventandoli, tenga lontani gli uccelli e ne eviti la strage. A meno che, ecco, non si vogliano suicidare.