La Passione di Cristo rivive da stasera nei versi degli abitanti-attori di Sordevolo

Una tradizione nata nell’800 che va in scena ogni cinque anni

Andrea Tornielli

Prendete un piccolo paese della provincia di Biella, dove fin dai primi anni dell’Ottocento il tempo è scandito da una sacra rappresentazione della Passione di Cristo che nel corso di due secoli è diventata un evento del teatro popolare. Immaginate che tutte le poco più di mille anime di questo paese siano impegnate nel realizzare scenografie, costumi, musiche, effetti speciali e una regia che coinvolga lo spettatore portandolo a partecipare in prima persona allo spettacolo sacro che viene rappresentato.
Tutto questo è la Passione di Sordevolo, una sacra rappresentazione delle ultime ore della vita di Gesù che ogni cinque anni viene proposta per tutta l’estate ogni venerdì e sabato sera, e in qualche caso anche la domenica pomeriggio, per un totale di 32 repliche. Il testo è in versi ed è stato scritto nel Cinquecento ma è stato rivisto e adattato dai biblisti. Ogni aspetto dello spettacolo è affrontato con le sole risorse umane e tecniche locali: il progetto scenografico, la regia, la scuola di recitazione, l’allestimento. Si tratta certamente del più grande spettacolo corale in Italia.
Per l’allestimento - in un’area di 400 metri quadrati trasformata in un piccolo lembo di Terra Santa - si impegnano per 75mila ore, gratuitamente, persone di ogni età, ceto sociale e orientamento culturale. Gli attori, tutti dilettanti, sono 400 e da quest’anno il pubblico degli oltre duemila spettatori sarà riparato sotto un’enorme «vela» di legno e dunque sarà possibile seguire lo spettacolo anche in caso di cattivo tempo.
Nell’allestire il loro spettacolo, (i dettagli e le prenotazioni si possono vedere nel sito internet www.passionedicristo.org), i sordevolesi sono diventati perfezionisti: hanno studiato insieme agli esperti di alpinismo - ad esempio - uno speciale corpetto che permetta a Giuda di lanciarsi e di penzolare impiccato dall’albero. Per secoli le famiglie di Sordevolo si tramandavano le parti come un’eredità: basta citare la famiglia Ottella, che per oltre cento anni ha fornito proprio l’apostolo traditore.
Nel lavoro di realizzazione sono coinvolti anche i più giovani: i bambini e i ragazzi ascoltano i genitori che recitano e alla fine della stagione, dopo aver imparato le parti, mettono in scena una loro Passione dedicata ai coetanei.
«Nella nostra rappresentazione - ha spiegato il direttore del Teatro popolare di Sordevolo, Celestino Fogliano - ci sono personaggi e figure che non si trovano altrove, come la salamandra che rappresenta il bene, l’orso che rappresenta il male, la Veronica ma soprattutto Claudia Procula, la moglie di Ponzio Pilato, che riteniamo sia tratta da un vangelo apocrifo. Anche la figura di Satana, tra le più coinvolgenti, si trova solo a Sordevolo e probabilmente trae origine da una rappresentazione che avveniva nei cortili del paese e dedicata al Giudizio universale».
La Passione di Sordevolo nella nuova edizione 2005 sarà rappresentata per la prima volta questa sera. La manifestazione ha l’Alto patronato del Presidente della Repubblica e della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa, e il patrocinio del ministero dei Beni culturali e della vicepresidenza del Consiglio. È tradizione antica, per i sordevolesi, destinare alle attività della Chiesa e a fini benefici l’utile ricavato dalla vendita dei biglietti.

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